Risparmi sulle bollette luce e gas da aprile 2019

La notizia diffusa dai media sul prossimo calo delle bollette elettriche e del gas a partire dal 1 Aprile 2019 (riportata per esempio dall’Ansa Tariffe: da primo aprile -8,5% luce, -9,9% gas) ha suscitato una tale meraviglia accompagnata anche da qualche giustificata diffidenza non solo per la data del 1 Aprile, che abbiamo deciso di sottoporla a un’approfondita verifica, o fact-checking come si dice in questi tempi di bufale.

Prima di tutto vediamo il fondamento della notizia: la fonte originale risale a questo Comunicato Stampa di Arera, l’Autorità per l’Energia, intitolato effettivamente “Energia: dal 1° aprile calo per le bollette. Elettricità -8,5%, Gas -9,9%“, che annuncia appunto un calo significativo “per la famiglia tipo” delle prossime bollette di luce e gas.

Sotto questo profilo bisogna riconoscere ai media di aver riportato in modo sostanzialmente corretto l’informazione avuta dalla fonte più autorevole in tema di tariffe dell’energia.

Per verificare il contenuto, ossia le reali conseguenze in bolletta delle nuove tariffe, già pubblicate sullo stesso sito di Arera, le abbiamo inserite nel nostro simulatore e abbiamo confrontato, a parità di consumi, le prossime bollette del bimestre aprile-maggio 2019 con quelle equivalenti del bimestre passato gennaio-febbraio (potete fare la prova voi stessi: vi basterà inserire nel nostro simulatore di bollette i dati dell’ultima bolletta spostando in avanti di tre mesi le date del periodo, e avrete il totale di quanto paghereste con le nuove tariffe per gli stessi consumi).

Diciamo subito che il calo annunciato per le cosiddette famiglie tipo risponde al vero, dove per famiglia tipo si intende un’utenza con consumo annuo di 2700 kWh e 3 kW di potenza impegnata.

In pratica, se per l’ultima bolletta bimestrale avete pagato una cifra intorno ai 100 € (al netto del canone e di altre partite) molto probabilmente la vostra è un’utenza tipo che consuma sui 450 kWh al bimestre (pari appunto a 2700 kWh annui), ripartiti mediamente tra 150 kWh in fascia F1 (ore di punta) e 300 kWh in F23 (fascia economica).

Abbiamo perciò inserito nel simulatore questi consumi ricavando una bolletta di aprile-maggio di 91,92 € contro i 99,29 € della bolletta equivalente di gennaio-febbraio, il che corrisponde realmente a un calo dell’8,5%.

Possiamo quindi confermare la notizia anche nella sostanza, almeno per quanto riguarda la fornitura elettrica del prossimo bimestre: la “famiglia tipo” pagherà davvero una bolletta significativamente più leggera.

Poichè non tutte le utenze corrispondono alla famiglia tipo, molti si chiederanno come impatteranno le nuove tariffe sulle altre tipologie, per rispondere a questa domanda abbiamo fatto una serie di altre simulazioni per le diverse categorie di consumi.

La categora più sfavorita, o per meglio dire meno favorita, dato che nessuno pagherà più di prima, è rappresentata da chi ha i consumi pari a zero, come accade spesso per le utenze non residenti: i cali infatti riguardano i prezzi unitari del kWh e non le spese fisse, per cui chi ha consumi azzerati pagherà esattamente come prima.

Il risparmio rispetto al primo bimestre aumenterà quindi con l’aumentare dei consumi, anche se in termini percentuali andrà riducendosi per i consumi molto elevati a causa del prezzo particolarmente elevato del secondo scaglione degli oneri di sistema (7,8 cts/kWh contro i 3,5 cts/kWh del primo scaglione) che scatta sui consumi eccedenti i 300 kWh in bolletta.

In pratica, il maggior vantaggio percentuale ce l’avrà chi ha pagato nel primo bimestre 2019 una bolletta di 70 €, che per gli stessi consumi pagherà solo 64 €, con un risparmio di 6 € pari al 9,5%.

Chi invece ha consumi elevati e ha pagato per esempio una bolletta da 200 € nel primo bimestre, pagherà per gli stessi consumi 190 €, con un risparmio di 10 €, maggiore in termini assoluti ma minore in termini percentuali, pari infatti a solo il 5%.

In conclusione, il risparmio interesserà tutte le utenze e sarà maggiore in termini assoluti per chi ha i consumi più elevati, mentre in termini percentuali raggiungerà il suo picco del 9,5% per le bollette da 70 € (che passano a 64 €) e sarà inferiore sia per i consumi più elevati che per quelli più bassi, in quest’ultimo caso fino a ridursi a zero per chi non ha consumi.

Per completezza aggiungiamo che le bollette da 50 € nel primo bimestre passeranno a 46,7 €, quelle da 100 € a 92,5 € e quelle da 150 € a 141,5 €.

 

Quanto costa un kWh nella bolletta elettrica nel 2018

Alcuni lettori ci hanno chiesto un metodo per calcolare i costi della bolletta elettrica in base ai kWh consumati, così da verificare subito almeno sommariamente se il totale dell’ultima bolletta arrivata può considerarsi corretto o se invece c’è qualcosa che non va e che merita di essere approfondito.

Cercheremo quindi di indicare un modo per calcolare rapidamente il totale di una bolletta elettrica in base ai consumi, rimandando chi vuole un controllo più preciso ai nostri calcolatori online, accessibili cliccando sulle voci corrispondenti nel menu in alto.

In ogni caso, anche se non pensate di dovervi mai fare a mente i calcoli della bolletta elettrica, può essere un’utile lettura per rendervi conto di quali sono i costi effettivi dei kWh consumati, al netto delle quote fisse e nelle diverse fasce di consumo.

Vediamo prima di tutto le utenze residenti in regime di maggior tutela, che ancora oggi rappresentano la maggior parte dei consumatori, con l’avvertenza che i costi del kWh indicati qui sono costi effettivi e complessivi che includono tutte le componenti e le imposte, assolutamente non confrontabili con quelli che si trovano nelle offerte del mercato libero, che includono la sola parte energia.

Se la vostra bolletta bimestrale non supera i 63€, potete calcolare 22€ di quote fisse più 14 centesimi per ogni kWh consumato, il totale così calcolato dovrebbe corrispondere a quello reale in bolletta con un’approssimazione di uno o due euro al massimo (al netto di conguagli o altre partite).

Infatti, nel primo trimestre del 2018, gli utenti residenti in regime di maggior tutela pagano in bolletta circa 22 € al bimestre di quote fisse (imposte comprese, per la precisione sarebbero 21,66 €) più 13,5 centesimi per ogni kWh dei primi 300 kWh consumati nel bimestre (i kWh eccedenti hanno un costo maggiore, come vedremo).

Arrotondando a 14 centesimi/kWh per comodità di calcolo, si trova ancora una buona approssimazione del costo effettivo del kWh consumato entro i primi 300 kWh consumati nel bimestre. Per esempio, chi consuma 100 kWh paga circa 36€ (22+14), chi consuma 200 kWh paga circa 50€ (22+28) e chi consuma 300 kWh paga circa 64€ (22+42) anche se in quest’ultimo caso, dato l’arrotondamento per eccesso, la cifra reale si avvicina di più ai 63€.

Se però pagate una bolletta più cara vuol dire che avete consumato più di 300 kWh nel bimestre, e a partire dal trecentesimo kWh il costo aumenta per effetto delle tariffe progressive (e dell’accisa). Perciò, per i kWh eccedenti i primi 300 consumati nel bimestre bisogna calcolare un costo maggiore rispetto ai primi, pari a circa 21 centesimi .

Se la vostra bolletta supera i 63 euro, potete calcolare 63 € per i primi 300kWh, più 21 centesimi per ogni kWh consumato in più nel bimestre

Per esempio, chi consuma 400 kWh paga circa 84€ (63€ + 21€ per i 100 kWh consumati oltre i 300), chi consuma 500 kWh paga circa 105€ (63+42) e così via (con l’avvertenza che per consumi molto elevati l’approssimazione può arrivare anche a tre euro e dai 700 kWh in poi conviene calcolare un costo di 22 centesimi al kWh)..

PLACET: calcolatore di bollette per offerte placet a prezzo fisso

Offerte PLACET a prezzo fisso
Controlla quanto ti costerebbe la tua bolletta in base a un’offerta PLACET a prezzo fisso

Controlla la tua bolletta elettrica e mettila a confronto con quella che avresti pagato ai prezzi di un’offerta PLACET di un qualsiasi gestore.

Riquadro consumo fatturato in bolletta enelE’ facile: inserisci nel riquadro le date del periodo fatturato e i kWh consumati che trovi nella tua bolletta. Per vedere la bolletta che avresti ricevuto in base a una qualsiasi offerta di tipo PLACET a prezzo fisso, basterà inserire i prezzi dell’offerta: il prezzo Pfix per la quota fissa e i prezzi Pvol per i consumi, nei campi appositi e cliccare nuovamente su Calcola Bolletta.

La quota fissa Pfix inserita deve essere espressa in euro al mese e i prezzi Pvol in centesimi al Kwh. Per esempio, i prezzi dell’offerta Placet di Enel Energia (preimpostati nel simulatore, dove possono essere modificati a piacere) sono di 6,50 euro al mese (€/mese) di quota fissa Pfix, di 8,5204 centesimi al kWh (cts/kWh) di prezzo Pvol in ore piene (F1), e  di 7,5204 cts/kWh di prezzo Pvol in ore vuote (F23). Perciò, se in un offerta trovate l’indicazione della quota fissa espressa in euro all’anno, per esempio 84,00 euro all’anno (€/anno), dovrete dividerla per i dodici mesi prima di inserirla nel simulatore come 7,00 euro al mese (€/mese). Allo stesso modo, se il prezzo Pvol è espresso in euro nell’offerta (p.es. come 0,0720 €/kWh) andrà convertito in centesimi prima di essere inserito nel simulatore (p. es. come 7,20 cts/kWh) .

Per confrontare altre offerte dello stesso tipo, puoi cambiare a piacimento i prezzi nei campi Pfix e Pvol e premere ancora Calcola, quante volte vuoi e senza bisogno di reinserire i dati dei consumi.

Consumo fatturato
dal al
 
QUOTA FISSA
Pfix €/mese 
 
ORE PIENE (F1)
kWh  
Pvol cts/kWh 
 
ORE VUOTE (F23)
kWh  
Pvol cts/kWh 
 
Totale kWh  
 
Totale da pagare:
 
SINTESI DEGLI IMPORTI FATTURATI
Spesa per la materia energia (A)
 
Spesa per il trasporto e la gestione del contatore (A)
 
Spesa per oneri di sistema (A)
 
Totale imposte e IVA (B)
 
DETTAGLIO FISCALE
Totale spesa energia/trasporto/oneri di sistema (A)
 
Totale Imposte e IVA (B)
Accisa su kWh   a 0,022700 €/kWh
 
Importo IVA 10% (su imponibile di euro  )
 
TOTALE DELLA BOLLETTA (CON RISERVA DI CONGUAGLIO)
 
DETTAGLIO IMPORTI BOLLETTA
SPESA PER LA MATERIA ENERGIA
Unità di misura
Prezzi unitari
Quantità
Totale euro
QUOTA FISSA
 
QUOTA ENERGIA
ENERGIA
 
 
COMPONENTE DI DISPACCIAMENTO (parte variabile)
 
TOTALE SPESA PER LA MATERIA ENERGIA
 
 
SPESA PER IL TRASPORTO E LA GESTIONE DEI CONTATORE
Unità di misura
Prezzi unitari
Quantità
Totale euro
QUOTA FISSA
 
QUOTA POTENZA
 
QUOTA ENERGIA
 
TOTALE SPESA PER IL TRASPORTO E LA GESTIONE DEL CONTATORE
 
 
SPESA PER ONERI DI SISTEMA
Unità di misura
Prezzi unitari
Quantità
Totale euro
QUOTA FISSA
 
QUOTA ENERGIA
 
TOTALE SPESA PER ONERI DI SISTEMA
 
 
IMPOSTE ED IVA
Unità di misura
Prezzi unitari
Quantità
Totale euro
ACCISA SULL’ENERGIA ELETTRICA
 
IVA 10% (SU IMPONIBILE DI EURO  )
 
TOTALE IMPOSTE ED IVA
 
 
TOTALE BOLLETTA
 
 
 

*) Il simulatore calcola bollette per uso domestico (residente e non residente) con potenza massima di 3 kW.

Per qualsiasi dubbio o segnalazione lasciate un commento, saremo lieti di approfondire eventuali domande e osservazioni.

La notizia dei 35 euro in più nella bolletta enel per i morosi

Le elezioni del 4 marzo 2018 sono sempre più vicine e la bolletta della luce, che tocca personalmente il portafoglio di tutti gli elettori, diventa inevitabilmente un argomento di campagna elettorale col susseguirsi di notizie più o meno veritiere.

Abbiamo già avuto modo di fare chiarezza sulle notizie relative alla delibera ARERA 50/2018, che veniva presentata dai media con titoli come “Ora le bollette dei furbetti le dobbiamo pagare noi“, quando in realtà il suo significato era ben altro.

Ora sta circolando la notizia di un addebito di 35 euro nella bolletta enel, diciamo subito che anche in questo caso la notizia è falsa. Anzi, mentre nella versione iniziale c’era almeno un aggancio a un provvedimento reale dell’Autorità per l’energia che forniva una parvenza di credibilità, questa notizia dei 35 euro addebitati in bolletta è inventata di sana pianta e merita a pieno titolo la qualifica di fake new, o bufala come si diceva una volta.

Possiamo quindi rassicurare tutti i consumatori di energia elettrica: non troveranno nella bolletta enel, o nella bolletta elettrica di un altro fornitore di energia, nessun addebito di 35 € destinato a presunti “furbetti” che non pagano la loro bolletta o a qualsiasi altra categoria di persone più o meno svantaggiate.

Come facciamo a saperlo con tanta sicurezza?

Questo sito fornisce, ormai da anni, strumenti online gratuiti capaci di generare qualsiasi bolletta elettrica a partire dai consumi. In pratica abbiamo ricostruito il software di fatturazione dei fornitori di energia a beneficio dei nostri affezionati lettori e consumatori, che possono così verificare se la bolletta ricevuta corrisponde a quanto prescritto dall’Autorità per quel tipo di utenza.

Si capisce quindi che siamo sempre perfettamente aggiornati sulle tariffe e sulle eventuali previsioni di future variazioni, che in questo caso non ci sono. A parte il fatto che un aumento di queste proporzioni appare improbabile in sè, anche se va detto che nel 2017 ci fu effettivamente un brusco aumento di circa 24 euro in bolletta a carico delle utenze non residenti, che comunque non passò certo inosservato, come si può vedere dai commenti indignati al nostro articolo dell’epoca: Aumenti quote fisse utenti non residenti.

Quella però purtroppo era una notizia vera, mentre adesso non c’è nessun aumento di 35 euro neppure all’orizzonte, si tratta di una bufala assoluta, pura e semplice.

L’indicazione di una cifra esatta, i 35 euro, sembra piuttosto rispondere al noto principio di comunicazione efficace per cui il messaggio fa più presa se contiene elementi specifici, concreti e ben definiti: la notizia di un addebito di 35 euro colpisce molto di più di un generico aumento delle tariffe.

Il bufalaro di turno sembra quindi avere nozioni di marketing; anche l’importo di 35 € appare calibrato per essere abbastanza elevato da suscitare una reazione forte ma non troppo da risultare inverosimile, o forse tende a richiamare un importo legato ad altre situazioni: di certo non è una scelta casuale.

Non pensavamo di dover fare opera di debunking dalle pagine di questo sito ma a quanto pare il momento lo richiede, lasciate pure nei commenti qualsiasi dubbio, osservazione o segnalazione in merito.

I furbi della bolletta: pagheremo tutti per gli utenti morosi?

In questo periodo, quando mancano meno di due settimane alle elezioni del 4 marzo 2018, sono comparsi sui giornali titoli come: “Bollette della luce non pagate: saremo noi a sborsare per i morosi“, oppure “Ora le bollette dei furbetti le dobbiamo pagare noi” o ancora “Bollette elettriche: la morosità sarà pagata da tutti i consumatori” e simili.

Vale la pena di fare un po’ di chiarezza perchè questi articoli si riferiscono tutti alla delibera 50/2018 dell’ARERA ma sono talmente lontani dal senso vero di tale provvedimento che si può tranquillamente parlare di fake new per la maggior parte di essi.

Prima di tutto, ha poco senso parlare di “furbetti” della bolletta alla stregua di chi non paga il biglietto sull’autobus, per la ragione molto semplice che chi non paga il biglietto sull’autobus spera di farla franca mentre chi non paga la bolletta resta di sicuro senza corrente. In qualche articolo si parla addirittura di “turismo” tra i gestori per lasciare insolute le bollette passando dall’uno all’altro ma è davvero difficile immaginare in concreto tale pratica e più ancora che possa avere un impatto statisticamente significativo.

Molto più probabilmente, le morosità crescenti non riguardano i clienti domestici ma sono legate alle imprese che chiudono per fallimento lasciando insoluta l’ultima bolletta.

E soprattutto, il provvedimento dell’ARERA non riguarda affatto l’energia consumata dal cliente finale ma solo gli Oneri di Sistema, che rappresentano praticamente una tassa.

In realtà l’energia consumata dal cliente finale moroso non la paga nessuno, ce la rimette il gestore come parte del suo rischio d’impresa, com’è giusto che sia e come accade in qualsiasi altro settore. E’ vero che poi il gestore tenderà ad alzare i prezzi per recuperare le perdite ma questo fa parte delle normali dinamiche di mercato e non ha nulla a che fare col provvedimento di cui si parla.

Il problema oggetto della delibera nasce invece dalla circostanza molto specifica, e anche un po’ bizzarra, per cui il fornitore di energia non solo svolge la funzione di esattore ma anticipa allo Stato le tasse (gli Oneri di Sistema) incluse nelle bollette prima ancora di averle incassate, così che in caso di morosità del cliente finale si trova nell’esigenza di recuperarle, e poiché non lo considera un rischio di sua competenza chiede di essere rimborsato in qualche modo.

Sembra giusto ma viene da chiedersi: se il gestore si assume la perdita della parte energia, non potrebbe lo Stato fare altrettanto per la sua parte e restituire al gestore le tasse incassate in anticipo per quelle bollette che poi sono risultate insolute? Potrebbe sempre cercare poi di recuperarle dal cliente moroso, che è il suo unico vero debitore.

Ma a quanto pare no, una volta incamerati, gli Oneri di Sistema non tornano più indietro e il gestore si ritrova per così dire col cerino in mano. Proprio per rimediare a questa situazione la nuova delibera prevede appunto il rimborso ai gestori degli oneri già versati e non recuperabili, attraverso un fondo apposito costituito con un’ulteriore componente di costo in bolletta (sugli stessi Oneri di Sistema), che effettivamente andrà a carico di tutti i consumatori.

E’ chiaro però che tutto questo ha ben poco a che fare col consumo di energia elettrica ma attiene alla materia fiscale. Se gli oneri di sistema sono in realtà una tassa, perché sono inclusi nella bolletta? Perché dobbiamo pagare le tasse al fornitore di energia, che a sua volta le versa al distributore?

L’anomalia legata alla natura fiscale degli Oneri di Sistema é tanto evidente che la stessa citata delibera 50/2018 ne fa espressa menzione, collocando il provvedimento: “… nelle more dell’unanimemente auspicato riconoscimento della natura fiscale degli oneri generali nella normativa primaria, …“, peraltro in sintonia con le osservazioni dell’ACGM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) che già nel 2017 auspicava un intervento “diretto a riconoscere pienamente la natura fiscale degli oneri (di sistema n.d.r.) e, conseguentemente, a eliminare la necessità di una loro specifica trattazione nell’ambito delle pattuizioni tra venditori e distributori.“.

Come si vede, possiamo risparmiare le occhiate storte al vicino in disgrazia che cena con le candele perché gli hanno staccato la corrente: questo futuro aggravio non è colpa dei suoi consumi di energia non pagati ma di un sistema contorto che inserisce in bolletta la raccolta fiscale e che la stessa Autorità auspica possa essere modificato al più presto.

Al momento non è possibile fare previsioni sul reale ammontare del fondo che dovrà reintegrare i gestori delle tasse già versate al distributore e non riscosse dal cliente finale: la stessa delibera dell’ARERA rinvia all’anno prossimo una valutazione quantitativa.

Appena ci saranno informazioni più precise sugli importi relativi a questa nuova componente di costo, ancora tutta da stabilire, sarà nostra cura pubblicarle immediatamente, sembra comunque ragionevole prevedere fin d’ora un’incidenza sostanzialmente trascurabile sulla bolletta di casa.

La bolletta elettrica 2018: come aumenta per residenti e no

l’Autorità per l’Energia Elettrica ha fissato le nuove tariffe per i consumi elettrici a partire dal 1 Gennaio 2018 e si parla già di un aumento del 5% ma probabilmente è una stima per difetto. Verifichiamo come aumenta davvero la nuova bolletta del 2018 rispetto a quella del 2017, esaminando tutti i casi concreti possibili,.

Diciamo subito che le nuove tariffe elettriche del 2018 non presentano variazioni strutturali come quelle che hanno sconvolto la bollettazione, e anche qualche utente non residente, all’inizio del 2017. Quest’anno invece, almeno per quanto riguarda la struttura tariffaria, nulla cambia; le novità del 2017 sono mantenute e rimane tutto come prima, in particolare:

  • i non residenti continuano a pagare la quota fissa per oneri di sistema (di 127,41 € più Iva all’anno);
  • ci sono sempre due scaglioni di consumo, uno per i primi 1800 kWh annui e un altro per i kWh eccedenti;
  • il kWh consumato ha lo stesso costo PE sia per gli utenti residenti che per i non residenti.

Le uniche variazioni riguardano dunque i prezzi, con aumenti che vanno dal 3% al 10% in funzione dei consumi e della tipologia di utenza residente o non residente; l’aumento medio si attesta intorno al 6% e corrisponde alla bolletta tipica per un consumo bimestrale intorno ai 450 kWh di un’utenza residente, che passa dai 90 € pagati nell’ultimo trimestre del 2017 ai 95,5 € da pagare nel primo trimestre 2018.

L’aumento appare lievemente più significativo per gli utenti non residenti, che per la stessa bolletta da 450 kWh pagavano nel 2017 sui 118 € e pagheranno circa 127 € nel 2018, con un aumento superiore al 7%.

Al contrario di quanto avvenuto nel 2017, gli aumenti del 2018 interessano più il prezzo del kWh consumato che le quote fisse e in conseguenza incidono maggiormente sui consumi più elevati. Si arriva fino a un +10% per le bollette non residenti sopra i 300 €, mentre nel caso di consumi pari a zero la bolletta residente resta pressochè invariata sui 22 € e quella non residente aumenta di un 3%, passando da 46,5 € a 48 €. 

Le bollette tipiche delle famiglie con utenza residente, che pagano tra 70 e 100 euro al bimestre (al netto del canone Rai, s’intende) per consumi intorno ai 500 kWh, aumentano del 6%, forse qualcosa di più che di meno. Comunque la stima che circola del 5% ci sembra decisamente troppo ottimista, aspettiamo il comunicato stampa ufficiale dell’Autorità per l’Energia, che l’anno scorso a quest’epoca era già arrivato e che quest’anno sembra tardare.

Poiché il nostro simulatore è già aggiornato con le tariffe del 2018, possiamo subito verificare in concreto come cambia il prezzo finale di una bolletta in base ai consumi, ecco di seguito i diversi casi: cercate il vostro in base a quanto pagate di solito in bolletta e se volete un calcolo più preciso di quanto pagherete realmente nella prima bolletta del 2018, potete usare il nostro simulatore inserendo i vostri consumi dell’ultima bolletta del 2017 (o quelli che prevedete per la prima bolletta del 2018) con le date del 2018, per esempio dal 4/1/2018 al 4/3/2018.

  • Bolletta da 300 kWh (sui 60 € per i residenti)
    • Utente residente (aumento del 5%)
      • Ultima bolletta (interamente del) 2017:     60 €
      • Prima bolletta (interamente del) 2018:      63 €
    • Utente non residente (aumento del 5,5%)
      • Ultima bolletta 2017:     91 €
      • Prima bolletta 2018:      96 €
  • Bolletta da 450 kWh (da circa 90 €)
    • Utente residente (aumento del 6,8%)
      • Ultima bolletta 2017:     88 €
      • Prima bolletta 2018:      94 €
    • Utente non residente (aumento del 7,6%)
      • Ultima bolletta 2017:     118 €
      • Prima bolletta 2018:      127 €
  • Bolletta da 600 kWh ( da circa 120 €)
    • Utente residente (aumento del 6,7%)
      • Ultima bolletta 2017:     120 €
      • Prima bolletta 2018:      128 €
    • Utente non residente (aumento del 7,5%)
      • Ultima bolletta 2017:     146 €
      • Prima bolletta 2018:      157 €
  • Bolletta da 1200 kWh
    • Utente residente (aumento del 6,8%)
      • Ultima bolletta 2017:     237 €
      • Prima bolletta 2018:      253 €
    • Utente non residente (aumento del 9,8%)
      • Ultima bolletta 2017:     255 €
      • Prima bolletta 2018:      280 €

Potenza impegnata: quanto si paga al kW in maggior tutela

Poichè non tutte le utenze domestiche hanno la tipica potenza impegnata di 3 kW, può essere utile sapere esattamente quanto si paga per ogni kW di Potenza contrattualmente impegnata (questa è la denominazione in bolletta) e se ne avete realmente bisogno.

Prima di tutto, se non siete sicuri di quanti kW di potenza impegnata preveda il vostro contratto, lo potete trovare in alto nella prima pagina della bolletta, nella sezione DATI FORNITURA, dove compare anche il valore della Potenza disponibile, che di norma corrisponde alla potenza massima maggiorata del 10%.

Quest’ultimo valore, che per la maggior parte degli utenti è di 3,3 kW, rappresenta la soglia di potenza istantanea oltre la quale si corre il rischio concreto che l’interruttore automatico del contatore scatti, interrompendo temporaneamente la corrente. Naturalmente basterà rialzare l’interruttore per ripristinarla, ma può essere fastidioso.

Generalmente 3 kW sono sufficienti per il normale uso domestico ma se si fa uso contemporaneo di elettrodomestici energivori da 1000 o 2000 Watt, come scaldabagno, forno elettrico, stufette, o d’estate i condizionatori d’aria, può essere necessario chiedere un aumento della potenza impegnata.

Fino al 2016 la “granularità” della potenza impegnata era di 1,5 kW, vale a dire che doveva essere un multiplo di 1,5 kW, come 3kW, o 4,5 kW, o 6 kW, o 7,5 kW e così via. A partire dal 2017, l’Autorità per l’Energia ha stabilito che “Per poter selezionare il valore della potenza più adatta alle proprie esigenze, rendendo più efficienti i propri consumi, dal 2017 il cliente finale potrà scegliere tra un maggior numero di livelli (con ‘scatti’ di 0,5 kW per le fasce più popolate dell’utenza domestica, rispetto alla ‘storica’ granularità di 1,5 kW)” (Dal Comunicato AEEGSI del 29 Dicembre 2016).

Sarà quindi possibile chiedere una potenza impegnata di 3,5 kW, o 4 kW, o comunque la potenza impegnata che si considera opportuna, purchè sia un multiplo di 0,5 (intero o con decimale 0,5).

Inoltre, a partire dal 1 Aprile 2017 diminuiscono i costi una tantum per chiedere il cambio di potenza, come precisa ancora l’Autorità per l’Energia nello stesso comunicato, “… per due anni verrà eliminato il previsto contributo fisso amministrativo (27 €) e ridotto di circa il 20% il contributo previsto per ogni ‘scatto’ di kW di potenza aggiuntiva.“.

La potenza massima impegnata è ora più flessibile come granularità e da Aprile la variazione sarà anche meno costosa, ma quanto si paga in bolletta per ogni kW?

La componente in bolletta è denominata Quota potenza, e grava interamente sulla voce di spesa “Trasporto e gestione del contatore” per un importo di 21,6873 euro/kW/anno per tutte le utenze domestiche, residenti e non residenti.

In pratica, il costo è di 1,807275 euro al mese per ogni kW di potenza impegnata, che nella bolletta bimestrale significa 3,61455 euro per kW. L’utenza tipica con potenza impegnata di 3 kW troverà quindi 10,84365€ di quota potenza nella voce di spesa “Trasporto e gestione del Contatore”, l’utente con 4,5 kW di potenza impegnata ne pagherà 16,265475€, con 6 kW la cifra sale a 21,6873€ e così via.

Per calcolare quanto costa realmente questa voce nel totale in bolletta bisogna però aggiungere anche l’Iva del 10%, arrivando così a 1,9880025€ per kW, cifra che possiamo tranquillamente approssimare a 2 euro per concludere che ogni kW di potenza contrattualmente impegnata ci costa 2€ al mese.

Possiamo così liberarci finalmente dei decimali e dire che ogni kW di potenza impegnata costa 4 euro nella bolletta bimestrale, per cui l’utenza tipica da 3 kW di potenza impegnata paga 12€ di quota potenza, e chi ha una potenza impegnata superiore paga 4€ in più per ogni kW eccedente (o 2€ per ogni mezzo kW eccedente, nello spirito della nuova granularità di 0,5 kW).

Ad esempio, per 4 kW di potenza impegnata si pagheranno in bolletta 16€ di quota potenza, per 4,5 kW 18€, per 5 kW 20€, per 6 kW 24€ e così via (Iva inclusa).

Bollette elettriche del 2016: tagliate o aumentate?

Ci spiace non poter condividere l’ottimismo dell’Autorità per l’Energia, che con un Comunicato Stampa del 28 Dicembre 2015 annuncia dal 1° Gennaio 2016 un “doppio calo per le bollette italiane, elettricità -1,2% gas -3,3%, sull’anno risparmi per quasi 60 euro”.

Il nostro comparatore di bollette dimostra infatti che con le nuove tariffe del 2016 i costi dell’elettricità subiranno un aumento superiore al 2% per gli utenti a bassi consumi (fino a 2200 kWh all’anno), un aumento più conteuto per i consumi medi (da 2200 a 3100 kWh/anno) e comporteranno un reale risparmio solo per gli utenti dai consumi realmente elevati (oltre i 3100 kWh/anno) come si può vedere comparando due bollette con lo strumento in fondo alla pagina, che ora mostra due bollette del 2015 e del 2016 dell’utente tipico da 2700 kWh all’anno.

Potete già sapere se a parità di consumi le vostre bollette caleranno o aumenteranno nel 2016, in base a quanto vi costava la bolletta bimestrale del 2015:

  • chi nel 2015 pagava bollette bimestrali inferiori a 50 euro subirà un aumento di oltre il 5%;
  • le bollette da 70 euro subiscono un aumento intorno al 2%, che si riduce progressivamente per le bollette più elevate fino ad azzerarsi per le bollette da 100 euro e oltre;
  • le bollette da 110 euro restano sostanzialmente invariate;
  • le bollette da 170 euro calano di circa l’ 1%;
  • le bollette da 200 euro calano del 3,5%;
  • le bollette da 350 euro calano del 10%.

 Qui potete trovare invece i costi per kWh del 2015 e quelli del 2016 in base alle nuove tariffe: costo del kWh a maggior tutela.

Il fatto è che l’effetto principale delle nuove tariffe pubblicate lo stesso giorno dalla stessa Autorità per l’Energia per le diverse componenti di prezzo  (Servizi di Vendita, Commercializzazione e Oneri Generali) non sembra essere un risparmio generalizzato quanto piuttosto uno spostamento dei costi a carico di chi consuma di meno, in favore di chi consuma di più.

E non potrebbe essere diversamente, se si pensa che sono schizzate in alto le quote fisse da pagare anche in assenza di consumi, mentre è calato il costo dei kWh effettivamente consumati. 

La nuova impostazione delle tariffe del 2016, segnata da un forte aumento dei costi fissi, passati da 8,65 euro a 13,33 euro con un aumento del +54%, associato a un calo dei costi per ciascun kWh consumato, va ovviamente a gravare sui bassi consumi mentre favorisce i consumi più alti.

Solo chi consuma molto, oltre 3100 kWh all’anno, riesce infatti a riassorbire l’aumento dei costi fissi grazie al calo dei costi per kWh, e da questa soglia in su il risparmio sul 2015 aumenta con l’aumentare dei consumi.

Possiamo dimostrarlo in modo chiaro grazie al nostro nuovo generatore di bollette online, uno strumento di controllo dei costi in bolletta che siamo lieti di offrire gratuitamente ai gentili lettori (accessibile dal menu in alto), adattato in questo caso per generare e comparare due bollette per gli stessi consumi nel 2015 e nel 2016, come si può vedere in basso nella pagina.

E’ infatti vero che le nuove tariffe riducono il Prezzo Energia (PE) a 6,111 cts/kWh (dai precedenti 6,730) per la fascia oraria ad alto costo F1 e a 5,298 cts/kWh (dai precedenti 6,186) per la fascia oraria F23, ma contemporaneamente è quasi raddoppiato il Prezzo di Commercializzazione e Vendita (PCV), che sale a 54 euro all’anno (dai precedenti 30 euro) ed è aumentata anche la quota potenza per kWh impegnato.

Il risultato complessivo di tutto questo, in base al nostro generatore di bollette online che in questo caso diventa un comparatore di bollette online, non comporta un risparmio neppure per l’utente medio da 2700 kWh/anno, che vede la sua bolletta praticamente invariata (con un leggero aumento di circa mezzo euro), ma solo per gli utenti che consumano di più, a partire appunto da 3100 kWh all’anno, mentre gli utenti che consumano di meno vedono le proprie bollette decisamente incrementate a causa dell’aumento dei costi fissi.

In sostanza, come si vede dal comparatore, l’utente medio tipico da 2700 kWh/anno, con un consumo di 450 kWh a bimestre, pari a 150 kWH in fascia F1 e 300 kWh in fascia F23, si trova a pagare 86,91 euro per la prima bolletta del 2016 contro i precedenti 86.36 pagati per gli stessi consumi nella prima bolletta del 2015, con un aumento di 0,55 euro, pari al +0,64% percentuale.

Le cose invece vanno bene per gli utenti con i consumi più elevati, se provate a modificare i dati nel comparatore, e inserire per esempio i dati di un utente da 5400 kWh/anno, con un consumo bimestrale di complessivi 900 kWh, di cui 300 in fascia F1 e 600 in fascia F23, vedrete che questo ipotetico utente ad alti consumi paga una bolletta di 224,85 euro nel 2016 a fronte di una bolletta di 237,25 nel 2015, con un risparmio di 12,40 euro, pari a -5.23% percentuale.

Situazione ribaltata per gli utenti dai consumi più ridotti: per esempio un utente da 900 kWh/anno, che nel bimestre consuma 150 kWh (50 in F1 e 100 in F23) e che nel 2015 pagava 29,05 euro, nel 2016 pagherà 32,69 euro, con un aumento di 3,64 euro pari al 12,53% percentuale! 

Potete cambiare a piacimento i consumi in fascia F1 e F23 nel comparatore e poi premere il tasto di conferma per vedere la differenza tra il costo della bolletta del 2015 e del 2016 per quegli stessi consumi.

Il punto di parità in cui la bolletta del 2016 sarà sostanzialmente identica alla bolletta del 2015, si colloca a circa 520 kWh al bimestre (170 in F1 e 350 in F23), pari a 3120 kWh all’anno, corrispondente a una bolletta bimestrale sui 110 euro.

Gli utenti con un consumo superiore noteranno quindi un certo risparmio nella bolletta del 2016, tanto maggiore quanto più sono elevati i consumi, mentre gli utenti che consumano di meno troveranno un aumento progressivamente più significativo per i consumi più bassi, fino agli utenti da zero kWh che  vedranno un aumento del +54% dovuto alle sole quote fisse, passate dagli 8,65 euro del 2015 ai 13,33 euro del 2016.

Strumenti online: calcolatori di bollette dell’energia elettrica

I nostri esclusivi strumenti online, tutti gratuiti e accessibili dal menu in alto, vi permettono di controllare le bollette già ricevute, di calcolare le bollette future e di confrontare tra loro le diverse bollette che potreste ricevere se decideste di aderire a una delle varie offerte sul mercato libero.

Il Calcolatore di Bollette in maggior tutela riproduce online la bolletta calcolata in base ai vostri consumi e alle tariffe in vigore nel periodo considerato, che potete confrontare con la vostra bolletta reale, così da verificare che corrisponda e in caso contrario approfondire la natura di eventuali discrepanze.

Il Confronta Bollette di mercato libero ricalcola la vostra bolletta applicando ai vostri consumi i prezzi di una qualsiasi offerta di energia elettrica sul mercato libero a vostra scelta. In pratica vi dice quanto vi sarebbe costata l’ultima bolletta in base a un’offerta diversa da quella che avete in essere. Naturalmente, se avete già un contratto di libero mercato, lo strumento può essere utilizzato per controllare l’esattezza della vostra bolletta e per confrontarla con altre offerte.

Bolletta elettrica non residente: resta la quota per Oneri di sistema

Riceviamo molte segnalazioni, spesso accompagnate da espressioni colorite, sugli aumenti trovati nelle bollette elettriche di febbraio 2017 dagli utenti domestici non residenti. Qualcuno parla anche di dare disdetta o di rinunciare alla seconda casa, perciò ci sembra utile fornire alcune informazioni che potrebbero aiutare a prendere la decisione migliore.

Sarebbe infatti sbagliato pensare che l’aumento registrato nella prima bolletta implichi necessariamente un aumento proporzionale della spesa totale nell’anno 2017. In altre parole, se la prima bolletta dell’anno risulta raddoppiata rispetto alle precedenti bollette del 2016, questo non significa che la vostra spesa complessiva nel 2017 sia destinata a raddoppiare. Tutto dipenderà dai consumi e in certi casi il totale delle bollette del 2017 potrebbe addirittura risultare più basso, rispetto al 2016, come vedremo in dettaglio più avanti.

La portata dell’aumento sarà inversamente proporzionale ai consumi: chi consuma poco o niente noterà un forte aumento, chi consuma molto (più di 2500 kWh/anno) pagherà di meno nel 2017 che nel 2016.

Diciamo subito che il punto di pareggio si colloca intorno a un consumo totale annuo tra i 2000 e i 2500 kWh. In pratica, chi ha pagato circa 600€ totali nel 2016 (corrispondenti appunto a un consumo compreso tra 2000 e 2500 kWh) pagherà pressapoco la stessa cifra anche nel 2017, chi ha consumato di meno, e quindi pagato di meno, registrerà un aumento rispetto al 2016, mentre chi ha pagato di più per consumi significativamente più elevati noterà un certo risparmio (s’intende sempre nel caso che i consumi del 2017 siano pari a quelli del 2016).

L’aumento maggiore riguarda i consumi pari a zero e ammonta a un totale di circa 150 euro da pagare in più nel 2017. Questa cifra rappresenta la nuova quota fissa alla voce “Spesa per Oneri di Sistema” (per la precisione sarebbero 148,5€, pari a 135€+Iva 10%, ma diciamo 150 per comodità di lettura) e indica l’aumento massimo possibile: a parità di consumi la spesa annua totale nel 2017 non potrà in nessun caso subire un aumento superiore ai 150€ rispetto alla spesa del 2016, in molti casi l’aumento sarà più contenuto e qualcuno, come si è detto, potrebbe perfino registrare un risparmio.

Il fatto è che con le bollette di Febbraio cominciano a farsi sentire gli effetti della nuova struttura tariffaria del 2017, che supera la vecchia distinzione tra tariffa D2 residente e tariffa D3 non residente, lasciando il posto a un prezzo unico del kWh uguale per tutti, residenti e non residenti (per saperne di più: Tariffe 2017: novità nei prezzi per uso non residente), mentre il maggior costo a carico delle utenze non residenti ricade interamente sulle quote fisse (22,5€ bimestrali alla voce “Spesa per Oneri di Sistema”, il cui ricavato è destinato in massima parte agli incentivi alle fonti rinnovabili e assimilate, in primo luogo al fotovoltaico).

Ovviamente, il forte aumento delle quote fisse colpisce maggiormente gli utenti con i consumi più bassi e tra questi in particolare i consumi azzerati. Per questa ragione, troviamo spesso nelle segnalazioni dei lettori la cifra ricorrente di 47,92€, che corrisponde alla tipica bolletta bimestrale del 2017 per le utenze domestiche non residenti con consumi a zero, una bolletta che fino al 2016 costava circa 23€, e che quindi vede un aumento di circa 25€ nel 2017: praticamente più che raddoppiata.

Da qui le proteste degli utenti non residenti, molti dei quali utilizzano la seconda casa solo nei mesi caldi e in assenza di consumi nel periodo invernale si sono trovati la prima bolletta del 2017 più che raddoppiata, rispetto all’ultima del 2016.

In effetti, per gli utenti che non usano per niente la seconda casa durante tutto l’anno, e che quindi hanno sempre consumi pari a zero, le bollette successive del 2017 saranno sostanzialmente uguali a quella di febbraio e alla fine l’aumento rispetto al 2016 sarà pari a 150€ e in percentuale superiore al 100%.

Chi invece la seconda casa la utilizza almeno per qualche mese all’anno, noterà un minor costo dei kWh consumati, che potrà attenuare, compensare e in certi casi addirittura superare, il maggior costo delle quote fisse. Grazie ai nostri strumenti online (in particolare il Calcolatore di bollette 2017) siamo in grado di calcolare in che misura, con buona approssimazione.

Vediamo qualche esempio. Una bolletta bimestrale su una casa non di residenza con un consumo di 500 kWh in due mesi (abbastanza tipico per una famiglia), che nell’estate del 2016 costava sui 135€, in base ai prezzi attuali del 2017 costerebbe 128€, con un risparmio di circa 7€.

Al maggior costo di 25€ sulle bollette con consumi pari a zero si contrappone dunque un risparmio di circa 7€ sulle bollette con consumi medi.

Chi invece fa largo uso di condizionatori o comunque arriva a consumare 1000 kWh al bimestre, che nel 2016 pagava bollette bimestrali da 253€, nel 2017 pagherà per gli stessi consumi bollette da 220€, con un risparmio di 33€, come si vede ben più consistente.

In concreto, fatti i dovuti calcoli, l’aumento complessivo del 2017 rispetto al 2016, a parità di consumi, dovrebbe corrispondere a questi profili:

CONSUMI AZZERATI

– Chi non usa per niente la casa (consumi totali nell’anno pari a zero kWh) vedrà il totale annuo delle bollette passare:

da 138€ pagati nel 2016 a 288€ nel 2017, con un aumento annuale di 150€, pari a +109%;

CONSUMI MEDI (500 kWh AL BIMESTRE)

– Chi usa la casa 2 mesi all’anno (consumo totale annuo 500 kWh):

da 250€ nel 2016 a 368€ nel 2017, con un aumento annuale di 118€, pari a +47%;

– Chi usa la casa 4 mesi all’anno (consumo totale annuo 1000 kWh):

da 362€ nel 2016 a 448€ nel 2017, con un aumento annuale di 86€, pari a +24%;

– Chi usa la casa 6 mesi all’anno (consumo totale annuo 1500 kWh):

da 474€ nel 2016 a 528€ nel 2017, con un aumento annuale di 54€, pari a +11%;

CONSUMI ELEVATI (1000 kWh AL BIMESTRE)

– Chi usa la casa 2 mesi all’anno (consumo totale annuo 1000 kWh):

da 368€ nel 2016 a 460€ nel 2017, con un aumento annuale di 92€, pari a +25%;

– Chi usa la casa 4 mesi all’anno (consumo totale annuo 2000 kWh):

da 592€ nel 2016 a 632€ nel 2017, con un aumento annuale di 40€, pari a +7%;

– Chi usa la casa 6 mesi all’anno (consumo totale annuo 3000 kWh):

da 819€ nel 2016 a 804€ nel 2017, con un RISPARMIO annuale di 15€, pari a -2%;

Le cifre sono da intendersi approssimate, anche perchè i prezzi del kWh potrebbero subire oscillazioni nel corso del 2017, crediamo comunque che possano dare un’idea di massima dell’aumento concreto, su base annua, che si possono aspettare dalle nuove tariffe del 2017 gli utenti domestici non residenti dei diversi profili di consumo.

Per avere dati più precisi potete simulare voi stessi le vostre nuove bollette di quest’anno, calcolate in base ai consumi dell’anno scorso: basterà inserire i dati delle vostre bollette del 2016 nel nostro già citato Calcolatore di Bollette 2017, avendo l’accortezza di sostituire nelle date l’anno 2016 col 2017, per scoprire subito come sarà la vostra bolletta di quest’anno (a parità di consumi dell’anno scorso).

Per eventuali segnalazioni, domande o osservazioni, non esitate a lasciare un commento.