Costi e consumi incongrui nella bolletta Enel di esempio

Scopri nel dettaglio la nuova bolletta: esempio EnelI nostri attenti lettori ci hanno segnalato un’incongruenza nell’esempio del foglio arancione allegato alla prima bolletta del 2016 inviata da Enel Servizio Elettrico, dal titolo “SCOPRI NEL DETTAGLIO LA NUOVA BOLLETTA”.

Come per le precedenti segnalazioni sulla voce di Spesa per Servizi di Rete (ante 01/01/2016), dobbiamo dire subito che anche in questo caso i dubbi degli utenti sono assolutamente fondati e l’incongruenza effettivamente c’è, come si vedrà, anche se qui si tratta solo di una bolletta di esempio e non di una bolletta reale, capace tuttavia di sollevare qualche giustificata perplessità negli utenti che hanno provato a confrontare la loro bolletta reale con quella di esempio.

La bolletta di esempio mostra infatti un importo da pagare di 152,07 euro, come si vede nella prima pagina, a fronte di consumi, elencati nella seconda pagina, pari a 500 kWh in ore vuote (F23) + 260 kWh in ore piene (F1).

E’ quindi naturale che gli utenti che trovano nella stessa busta una bolletta reale di circa 185,00 euro per gli stessi consumi si pongano qualche interrogativo, così come più in generale tutti gli utenti, e non sono pochi, che hanno consumi inferiori a quelli dell’esempio e si trovano un importo da pagare superiore.

Tra questi, una gentile lettrice ci segnala che la sua bolletta reale, con consumi pari a 230 kWh in F1 (contro i 260 kWh dell’esempio) e 495 kWh in F23 (contro i 500 kWh dell’esempio) presenta un importo da pagare di 174,23 euro contro i 152,07 dell’esempio.

Oltre 22 euro in più rispetto all’esempio allegato, e con consumi inferiori! Una perplessità più che giustificata.

L’unico modo certo per dirimere la questione è applicare le tariffe stabilite dall’Autorità dell’Energia per il primo trimestre del 2016 ai diversi consumi e verificare se è congruo l’importo dell’esempio (152,07 euro per 260+500 kWh) o l’importo della bolletta reale (174,23 per 230+495 kWh).

Fortunatamente disponiamo proprio dello strumento che ci permette di calcolare con esattezza l’importo totale da pagare in base alle tariffe attualmente in vigore: ossia il calcolatore di bollette qui sotto, dove si possono inserire i consumi nelle due fasce orarie per ottenere immediatamente il totale da pagare in bolletta.

CALCOLATORE DI BOLLETTE

TARIFFE D2- PRIMO TRIMESTRE DEL 2016
Inserisci i consumi bimestrali nelle fasce orarie F1 e F23 e premi Conferma

 
F1
F2
F3

Consumo
(kWh)
 
 
 

%
 
 
 

100%
Totale alle tariffe del 2016:   € 
 

Come si vede dal totale, calcolato in base ai consumi preimpostati dell’esempio Enel, una bolletta con 260 kWh in fascia F1 e 500 kWh in fascia F23 dovrebbe costare, in base alle tariffe del primo trimestre del 2016, esattamente 184,09 euro. Considerato qualche aggiustamento per la parte dei consumi fatturata alle tariffe del 2015 e il meccanismo del pro quota giorno, l’importo effettivo da pagare in una prima bolletta reale del 2016 per questi consumi potrebbe variare tra i 183 e i 185 euro. 

Si può quindi concludere con certezza che l’importo totale di 152,07 euro indicato nell’esempio è totalmente incongruo rispetto ai consumi di 260 kWh in F1 + 500 kWh in F23. Probabilmente le cifre sono state inserite a caso solo per mostrare la grafica della nuova bolletta, senza pensare alle perplessità che un’incongruenza così vistosa tra consumi e costi avrebbe potuto suscitare negli utenti.

Tornando alla bolletta reale della gentile lettrice, se proviamo a inserire nel calcolatore i consumi di 230 kWh in fascia F1 e 495 kWh in fascia F23, troviamo un totale di 173,70 euro, con uno scostamento di 0,53 euro rispetto al totale effettivo in bolletta di 174,23, una differenza minima che appare perfettamente giustificabile dalla parte di consumi fatturata alle tariffe del 2015, per cui possiamo considerare sostanzialmente corretta la bolletta reale ricevuta.

L’incongruenza è dunque solo nella bolletta d’esempio. Se avete qualche dubbio sulla vostra bolletta reale potete inserire i consumi nel nostro calcolatore di bollette e verificare il totale, che dovrebbe corrispondere al vostro in bolletta con qualche minima differenza, comunque non superiore a un euro o due al massimo, dovuta ai consumi del 2015 (e/o al meccanismo del pro quota giorno). 

Se così non fosse, segnalateci pure la discordanza nei commenti e cercheremo di verificare cos’è che non va.

Servizi di rete ante 01/01/2016: dubbi sulla bolletta Enel

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Bolletta Enel: servizi di rete ante 2016Con l’invio delle prime bollette di Enel Servizio Elettrico del 2016 nel nuovo formato 2.0, ci arrivano segnalazioni e richieste di chiarimenti sulle voci di spesa che compaiono nella prima pagina della bolletta.

In particolare, le nuove voci “Spesa per il trasporto e la gestione del contatore” e “Spesa per Oneri di Sistema” sembrano destare molti interrogativi sul loro significato, che abbiamo cercato di chiarire nei due articoli dedicati nello specifico a ogni singola voce: Trasporto e gestione del contatore nella bolletta elettrica per la prima e Oneri di Sistema nella bolletta Enel Elettricità per la seconda.

Ma i dubbi maggiori sulla prima bolletta dell’anno 2016 si concentrano sulla voce “Spesa per servizi di rete (ante 01/01/2016)“, elencata nella tabella “Sintesi degli Importi Fatturati” e rappresentata dal settore a pallini nel grafico a ciambella, come si può vedere nell’immagine qui a lato, tratta da una bolletta reale di Enel Servizio Elettrico ricevuta in questo mese di febbraio 2016 da un utente servito in regime di maggior tutela.

Dato che questa voce apparirà su milioni di bollette emesse da Enel Servizio Elettrico, ci è sembrato utile approfondire l’argomento fino a chiarire in modo definitivo la questione, che a dire il vero non è affatto semplice. Possiamo anzi anticipare che sembra un vero pasticcio, senza alcuna conseguenza sull’importo da pagare, sia detto subito per la tranquillità di tutti, ma certo poco in linea con l’obiettivo dichiarato di una maggiore facilità di lettura della nuova bolletta.

La voce “Spesa per servizi di rete (ante 01/01/2016)” si riferisce ai consumi precedenti (ante) il 1 Gennaio 2016, ossia i kWh consumati nel 2015 e conteggiati in quelle bollette del nuovo anno che coprono un periodo a cavallo tra il 2015 e il 2016, vale a dire la maggior parte delle bollette emesse da Enel Servizio Elettrico nei primi due mesi del 2016.

Poichè la normativa è cambiata sostanzialmente a partire dal 1 Gennaio 2016, appare abbastanza logico che i consumi relativi all’ultimo periodo del 2015, qui definiti “ante 01/01/2016” siano indicati e conteggiati separatamente, rispetto ai consumi del 2016. Un’inevitabile complicazione iniziale sulla prima bolletta del nuovo regime, legata al fatto che copre due periodi regolati da normative diverse, che sarà superata automaticamente a partire dalla seconda bolletta.

Allora perchè parliamo di pasticcio?

Perchè in realtà la voce “Spesa per servizi di rete (ante 01/01/2016)” non definisce una suddivisione precisa tra i costi del 2015 e quelli del 2016, come si potrebbe pensare. Una buona parte dei costi riferibili al 2015 è infatti conteggiata nelle altre voci di spesa, così che chi legge la “Sintesi degli importi fatturati” nella prima pagina della bolletta non ha alcuna possibilità di capire come siano suddivisi realmente i costi tra il 2015 e il 2016.

A meno di fare come noi, che abbiamo consultato la versione in dettaglio della bolletta e grazie a questa abbiamo faticosamente ricostruito il significato delle cifre indicate nelle diverse voci di spesa, come spiegheremo di seguito.

Il fatto è che nella tabella “Sintesi degli importi fatturati” i costi relativi al 2015 e al 2016 sono a volte accorpati in una sola voce e a volte invece separati, senza alcuna spiegazione sulle ragioni di tale scelta, in un groviglio apparentemente inestricabile che alla fine siamo comunque riusciti a sbrogliare per i nostri lettori.

Come dicevamo non è semplice, ci scusiamo in anticipo se le spiegazioni che seguono risulteranno complesse e forse anche noiose, destinate ai lettori più motivati a capire fino in fondo il significato delle cifre riportate nella cosiddetta “Sintesi degli importi fatturati” e rappresentate nel grafico a ciambella.

Bolletta Enel 2016: versione di dettaglio, prima paginaBolletta enel versione dettagliata: pagina 2Prima di tutto notiamo che nella versione di dettaglio della bolletta (riportata a lato, cliccare per ingrandirla) la voce di spesa per la materia energia appare formata da due subtotali, ante e post 01-01-2016:

Totale spesa per la materia energia ante 01-01-2016 (33,19 euro)

Totale spesa per la materia energia post 01-01-2016 (42,03 euro)

troviamo qui per la prima volta l’espressione “post 01-01-2016” e scopriamo così che la voce “Spesa per la materia energia“, presente nella “Sintesi degli importi fatturati” per un totale di 75,12 euro si riferisce ai consumi dell’intero periodo, includendo nella somma sia quelli del 2015 (ante 01-01-2016) che del 2016 (post 01-01-2016).

Sembrerebbe quindi che, in assenza di indicazione contraria, i costi siano da intendersi generalmente relativi all’intero periodo coperto dalla bolletta a cavallo tra il 2015 e il 2016, ma non è così perchè nella seconda pagina di dettaglio si vede che la voce “Spesa per il trasporto e la gestione del contatore” si riferisce ai soli consumi del 2016, come pure la voce “Spesa per Oneri di sistema“, mentre l’ultima voce “Totale Imposte e Iva” copre ovviamente l’intero periodo: un pasticcio, appunto.

Comunque, grazie alla bolletta di dettaglio abbiamo finalmente individuato a quale periodo si riferisce ciascuna voce di spesa presente nella “Sintesi degli importi fatturati“:

  • Spesa per la materia energia (riferita all’intero periodo tra il 2015 e il 2016)
  • Spesa per servizi di rete (ante 01/01/2016) (riferita ai soli consumi del 2015)
  • Spesa per il trasporto e la gestione del contatore (riferita ai soli consumi del 2016)
  • Spesa per Oneri di Sistema (riferita ai soli consumi del 2016)
  • Totale imposte e IVA (riferita all’intero periodo tra il 2015 e il 2016)

Non si direbbe ma c’è una logica in tutto questo, perchè dal 1 Gennaio 2016 la nuova normativa ha eliminato definitivamente la vecchia voce “Servizi di rete” mentre ha lasciato nella sostanza invariata l’altra vecchia voce “Servizi di vendita“, che è stata semplicemente rinominata “Spesa per la materia energia” senza alcuna modifica delle sue componenti, Bolletta 2016: componenti delle voci di spesa presenti nella sintesi importi fatturaticome si può notare chiaramente dalla tabella con la nuova “aggregazione delle voci nella bolletta elettrica di un cliente domestico“, tratta dal sito dell’Autorità per l’Energia.

Questa identità di fatto tra la vecchia voce “Servizi di Vendita” e la nuova voce “Spesa per la materia energia” ha quindi permesso di sommare nell’unica voce “Spesa per la materia energia” sia la parte relativa al 2015 (definita impropriamente “Spesa per la materia Energia ante 01/01/2016” nella versione di dettaglio della bolletta) che la parte relativa al 2016 (definita, questa volta propriamente, “Spesa per la materia Energia post 01/01/2016” nella versione di dettaglio), mentre la stessa operazione non è stata possibile con la vecchia voce “Servizi di rete“, che la nuova normativa ha invece scorporato nelle due voci distinte “Spesa per il trasporto e la gestione del contatore” e “Spesa per Oneri di Sistema“, come appare evidente dalla stessa tabella di cui sopra.

Questo spiega perchè i costi aggregati sotto la vecchia voce “Servizi di rete” sono stati necessariamente suddivisi in una parte relativa ai consumi del 2015 sotto la voce “Spesa per servizi di rete ante 01/01/2016” e una parte relativa ai consumi del 2016 sotto le due nuove voci “Spesa per il trasporto e la gestione del contatore” e “Oneri di Sistema“, mentre i costi aggregati sotto la vecchia voce “Servizi di vendita” sono passati interamente alla voce “Spesa per la materia energia“, riferita all’intero periodo 2015-2016 con una forzatura lessicale sulla parte relativa ai Servizi di Vendita del 2015, definita impropriamente “Spesa per la materia Energia ante 01/01/2016” così da poterla sommare alla “Spesa per la materia Energia post 01/01/2016” e presentare il totale nella voce unica “Spesa per la materia Energia” nella sintesi degli importi fatturati.

E fin qui è tutto chiaro, almeno per noi che abbiamo studiato l’argomento (per qualsiasi dubbio lasciate pure una domanda nei commenti, saremo lieti di rispondere), quello che non si capisce è perchè mai le due nuove voci “Spesa per il trasporto e la gestione del contatore” e “Oneri di Sistema” non siano corredate anch’esse dalla dicitura “post 01/01/2016″ per indicare che si riferiscono ai soli consumi del 2016, così come la vecchia voce “Spesa per servizi di rete”, appare opportunamente corredata da “ante 01/01/2016″ per indicare che si riferisce ai soli consumi del 2015.

Per esempio, una tabella “Sintesi Degli Importi Fatturati” con le voci così specificate:

  • Spesa per la materia energia
  • Spesa per servizi di rete (ante 01/01/2016)
  • Spesa per il trasporto e la gestione del contatore (post 01/01/2016)
  • Spesa per Oneri di Sistema (post 01/01/2016)
  • Totale imposte e IVA

sarebbe stata più comprensibile e non avrebbe violato l’assunto implicito per cui, in assenza di indicazione contraria, gli importi si intendono generalmente riferiti all’intero periodo coperto dalla bolletta. D’altra parte, come potrebbe l’utente immaginare che le due voci “Spesa per il trasporto e la gestione del contatore” e “Spesa per Oneri di Sistema” si riferiscono ai soli consumi del 2016, se non c’è scritto da nessuna parte?

Perciò non sarebbe stata di troppo anche una nota del tipo:

N.B. la voce di spesa “Servizi di rete” è stata sostituita dal 1 Gennaio 2016 con le due nuove voci “Spesa per il trasporto e la gestione del contatore” e “Spesa per Oneri di Sistema”. Pertanto la voce “Spesa per servizi di rete” si riferisce ai soli consumi precedenti a tale data (ante 01/01/2016), mentre le voci “Spesa per il trasporto e la gestione del contatore” e “Spesa per Oneri di Sistema” si riferiscono ai soli consumi successivi (post 01/01/2016).

Ecco, forse la faccenda non sarebbe stata proprio di comprensione immediata neppure così, perchè è alquanto complicata in se stessa, ma più chiara certamente sì.

Ora che abbiamo chiarito il vero significato di ognuna delle cifre in bolletta (grazie alla versione di dettaglio) possiamo finalmente concludere che la prima bolletta 2.0 spedita a milioni di utenti con le sole voci di riepilogo risulta oggettivamente incomprensibile anche per l’utente più preparato: non esattamente la migliore presentazione per il nuovo formato, concepito proprio allo scopo di agevolare la lettura della bolletta.

Spiace anche per il grafico a ciambella, che doveva rappresentare una bella novità in direzione di una migliore comprensione della formazione dei costi e che in questo caso offre invece una suddivisione in settori totalmente priva di significato e inutilizzabile, a rischio anzi di generare ulteriore confusione.

Si tratta comunque di una situazione legata esclusivamente alla prima bolletta di transizione alla nuova normativa; a partire dalla seconda sarà tutto più semplice e le cose andranno sicuramente meglio.

Prima bolletta 2.0 di Enel Servizio Elettrico del 2016

Bolletta 2.0 Enel Servizio Elettrico di Febbraio 2016Enel Servizio Elettrico ha cominciato a spedire le prime bollette del 2016 nel nuovo formato 2.0: ecco quindi finalmente un esempio reale della nuova bolletta che presto arriverà ai 32 milioni di utenti che ricevono elettricità in regime di maggior tutela.

Come si può vedere nell’immagine a lato (cliccare per ingrandire) non mancano le novità, in gran parte annunciate e anticipate nei modelli e fac simile pubblicati nei precedenti articoli. Nè poteva essere diversamente, dato che il nuovo formato della bolletta elettrica è interamente regolato da precise disposizioni dell’Autorità dell’Energia.

Nella prima pagina figurano anzitutto i dati del cliente, in questo caso coperti in grigio per ragioni di privacy, e su questi a dire il vero non c’è nulla di nuovo rispetto alla vecchia bolletta.

La novità più importante, che salta all’occhio in mezzo alla pagina, è la ciambella con la ripartizione dei costi nelle diverse voci di spesa: si tratta di un vero e proprio grafico “a ciambella”, termine tecnico che indica un particolare tipo di grafico a torta caratterizzato da un cerchio vuoto in centro.

Qui la ciambella è suddivisa in cinque settori corrispondenti alle cinque voci di spesa elencate a sinistra, che in realtà dovrebbero essere quattro. La voce in più è quella indicata come: “Spesa per servizi di rete (ante 01/01/2016)“, che si riferisce appunto al costo dei servizi di rete per la parte relativa al 2015, dovuta alla situazione transitoria di inizio d’anno per cui questa prima bolletta nel formato 2.0 copre un periodo a cavallo tra il 2015 e il 2016.

Chi è interessato ad approfondire la natura e il significarto di questa voce specifica, che sembra sollevare non pochi dubbi, può consultare il nostro articolo La voce servizi di rete (ante 01/01/2016) nella prima bolletta Enel del 2016.

Dopo questa prima bolletta, che come sempre a inizio d’anno include anche consumi dell’anno precedente, nelle bollette successive la ciambella sarà comunque suddivisa in soli quattro settori relativi alle voci: “spesa energia“, “spesa di trasporto e gestione del contatore“, “oneri di sistema” e “imposte“.

La prima bolletta del 2016 presenta quindi caratteristiche uniche e piuttosto anomale, per così dire di transizione, che rendono difficile valutarne la vera efficacia ai fini di una migliore comprensione da parte del consumatore. Ci limiteremo perciò a un breve commento critico sull’aspetto generale del grafico a ciambella, rinviando ad altri articoli gli approfondimenti su altre questioni.

Una prima perplessità riguarda le percentuali sui diversi settori della ciambella, che in questo caso non compaiono: infatti di norma i grafici di questo tipo riportano su ciascun settore la percentuale rappresentata rispetto al totale complessivo, una percentuale che in questo caso potrebbe servire all’utente soprattutto per verificare in quale misura la spesa per l’energia, che generalmente è quella parte dei costi sottoposta alla discrezione degli operatori sul mercato libero, incide sulla sua spesa totale.

La seconda perplessità, in qualche modo legata alla prima, riguarda l’inserimento nel grafico a ciambella della voce imposte, che in realtà è una voce molto particolare in quanto dipende in modo lineare dalle altre voci di spesa e perciò dovrebbe restare fuori dal calcolo della ripartizione percentuale dei costi, che altrimenti risulta falsato per ragioni matematiche.

E’ vero che qui le percentuali numeriche non compaiono esplicitamente (forse proprio per questa ragione) ma sono comunque implicite nelle dimensioni dei settori. Probabilmente sarebbe più precisa una ciambella composta dalle sole variabili indipendenti, vale a dire spesa energia, trasporto e oneri di sistema, capace così di dare un’indicazione più esatta della reale incidenza percentuale di ciascuna voce di costo, eventualmente corredata da un altro elemento grafico dedicato alla voce imposte.

Naturalmente sono questioni piuttosto sottili, considerando anche il fatto che il grafico a ciambella rappresenta un elemento di chiarezza in più rispetto alle prescrizioni dell’Autorità dell’Energia, che impone di mostrare nella prima pagina la sintesi degli importi fatturati con il riepilogo delle varie voci di spesa ma non dispone nulla su eventuali rappresentazioni grafiche.

Il punto cruciale, che approfondiremo nei prossimi articoli, è la reale utilità di queste nuove informazioni per una migliore comprensione della bolletta da parte del consumatore, che dovrebbe essere lo scopo dichiarato della nuova bolletta  2.0: in che modo conoscere questi dati può aiutare il consumatore a capire meglio il rapporto tra costi e consumi, e soprattutto a destreggiarsi tra le offerte di energia sul mercato libero?

Regime di maggior tutela: proroga fino al 2020

Come avevamo anticipato nel nostro precedente articolo del 18 Gennaio, il Disegno di Legge (Atti del Senato DDL 2085) che prevede l’abolizione del regime di maggior tutela per l’elettricità, ha iniziato il suo esame al Senato il 19 Gennaio 2016.

La 10ma Commissione del Senato (Industria, Commercio e Turismo) era infatti convocata per le h 12:00 di Martedì 19 Gennaio allo scopo di discutere, tra gli altri punti all’ordine del giorno, anche il Disegno di Legge in questione, noto come “Legge annuale per il mercato e la concorrenza“.

A dire il vero è stata una riunione piuttosto breve, un’ora esatta dalle 12,05 alle 13,05, servita sostanzialmente ad acquisire in allegato gli emendamenti formulati dai vari membri della Commissione, che però presentano novità molto interessanti proprio sul’abolizione del regime di maggior tutela, forse non così inevitabile come sembrava finora! 

Riportiamo i passaggi del Resoconto parlamentare che ci aiutano a capire cos’è successo nella seduta di martedì, almeno per la parte che interessa direttamente il DDL.

INDUSTRIA, COMMERCIO, TURISMO  (10ª)  
MARTEDÌ 19 GENNAIO 2016  (199ª Seduta)
La seduta inizia alle ore 12,05.
…….
(2085) Legge annuale per il mercato e la concorrenza, approvato dalla Camera dei deputati
Il presidente MUCCHETTI comunica che sono stati presentati ordini del giorno ed emendamenti riferiti al disegno di legge in titolo, pubblicati in allegato. La Commissione prende atto. Il seguito dell’esame è quindi rinviato.
La seduta termina alle ore 13,05.

Come si vede la discussione è stata rinviata a data da destinarsi ma a questo punto il DDL 2085 è ufficialmente in corso di esame in commissione, che ovviamente proseguirà con la discussione degli emendamenti presentati in questa riunione e pubblicati appunto in allegato agli atti della seduta.

Ciò non vuol dire che non ci siano novità, ce ne sono anzi di molto interessanti proprio negli emendamenti in allegato, dove l’Art. 27 del DDL 2085, che nella versione approvata dalla Camera dei Deputati prevede semplicemente l’abolizione del regime di maggior tutela dal 2018 è oggetto qui in Senato di un gran numero di emendamenti: da quelli che puntano a rinviare la data inzialmente prevista del 2018 e spostarla in avanti intanto al 2020, a quelli che propongono apertamente di mantenere le attuali funzioni dell’Acquirente Unico e quindi sostanzialmente di conservare il regime di maggior tutela così com’è.

Ci sembra di poter dire che si tratta di una buona notizia, siamo infatti persuasi che il regime di maggior tutela rappresenti una garanzia importante per i consumatori di elettricità e che la sua abolizione pura e semplice senza una chiara indicazione sulle tutele sostitutive rappresenti un salto nel buio che non rende un buon servizio ai cittadini, almeno fino a quando il mercato libero dell’energia possa dirsi veramente maturo.

Maggior Tutela: abolizione discussa al Senato

Si sente molto parlare della volontà del Governo Renzi di abolire il regime di maggior tutela e secondo alcuni media sarebbe anzi già cosa fatta: non è raro leggere titoli che annunciano senz’altro l’abolizione del regime di maggior tutela a partire dal 2018.

Poichè non sempre è facile farsi un’idea precisa di come stanno realmente le cose dalle informazioni dei media, rispondiamo prima di tutto ad alcuni quesiti:

1) L’abolizione del regime di maggior tutela a partire dal 2018 è già stabilito in via definitiva da una Legge dello Stato?

Alla data di oggi 18 Gennaio 2016 la risposta a questa domanda è sicuramente no: la proposta è ancora un Disegno di Legge (il DDL annuale sulla concorrenza del 2015), attualmente in esame al Senato, dopo essere stato approvato alla Camera.

2) A che punto è il Disegno di Legge che la prevede, quale iter dovrà ancora seguire, prima di diventare Legge?

Il DDL annuale sulla concorrenza è attualmente al vaglio della 10° Commissione del Senato, dove sarà discusso domani 19 Gennaio 2016 alle h 12: potrà quindi ricevere nuovi emendamenti in Commissione per essere poi sottoposto all’approvazione del Senato. Insomma allo stato attuale nulla è ancora realmente definitivo.

3) Che cosa prevede esattamente il DDL sul regime di maggior tutela?

L’abolizione del regime di maggior tutela è previsto all’art. 27 del DDL (Atti Senato 2085), dove si legge:

Art. 27. (Cessazione della disciplina transitoria dei prezzi dell’energia elettrica)
1. Fatto salvo quanto previsto dagli articoli 28, 30 e 31 della presente legge, a decorrere dal 1º gennaio 2018, il comma 2 dell’articolo 35 del decreto legislativo 1º giugno 2011, n. 93, è abrogato

Ed ecco cosa diceva il decreto 93 del 2011 nel comma 2 destinato all’abrogazione:

I clienti finali civili e le imprese connesse in bassa  tensione con meno di 50 dipendenti e un fatturato annuo non  superiore  ai 10 milioni di euro che non scelgano un  fornitore  sul  mercato  libero, sono riforniti di energia elettrica nell’ambito del regime di  tutela di cui all’articolo 1, comma 2, del  decreto-legge  18  giugno  2007, n.73, convertito, con modificazioni, dalla legge 3  agosto  2007,  n. 125. 

Ed ecco come il decreto 73 del 2007 definiva il regime di maggior tutela nel citato art. 1 comma 2:

A decorrere dal 1° luglio 2007 i clienti finali domestici hanno diritto di recedere dal preesistente contratto di fornitura di energia elettrica come clienti vincolati, secondo modalita’ stabilite dall’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas, e di scegliere un fornitore diverso dal proprio distributore. In mancanza di tale scelta, l’erogazione del servizio per i clienti finali domestici non riforniti di energia elettrica sul mercato libero e’ garantita dall’impresa di distribuzione, anche attraverso apposite societa’ di vendita, e la funzione di approvvigionamento continua ad essere svolta dall’Acquirente Unico Spa di cui all’articolo 4 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79.

Ed ecco la parte del decreto 79 del 1999 che ordina la costituzione dell’Acquirente Unico:

Entro  sei  mesi  dalla  data di entrata in vigore del presente decreto,  il gestore della rete di trasmissione nazionale costituisce una  societa’  per  azioni denominata “acquirente unico”. La societa’ stipula  e  gestisce  contratti  di fornitura al fine di garantire ai clienti  vincolati  la  disponibilita’  della capacita’ produttiva di energia  elettrica  necessaria e la fornitura di energia elettrica in condizioni  di  continuita’,  sicurezza  ed  efficienza  del servizio nonche’ di parita’ del trattamento, anche tariffario

In definitiva quindi, con l’abolizione del regime di maggior tutela viene a cessare la funzione di approvvigionamento dell’Acquirente Unico Spa, che finora operava in pratica come un enorme gruppo d’acquisto formato da oltre 32 milioni di consumatori di energia elettrica.

Che ne sarà quindi degli attuali utenti in regime di maggior tutela, la stragrande maggioranza serviti da Enel Servizio Elettrico? Dovranno necessariamente passare al mercato libero, e non è detto che sia un passaggio indolore. 

Per adesso, comunque, la legge non è ancora approvata e forse c’è la possibilità di apportare modifiche significative che permettano di evitare lo smantellamento di un sistema che ha tutelato per molti anni i consumatori di elettricità dal rischio di abusi e ha consentito agli stessi risparmi notevoli.

Fac simile di bolletta 2.0, ma è di Enel Energia

Enel Energia: fac simile bolletta 2.0Enel Energia: fac simile bolletta 2.0

Sul giornale “la Repubblica” di oggi compare un articolo dal titolo “Ecco la bolletta 2.0: tutte le informazioni in sole due facciate” che mostra un fac simile della nuova bolletta per l’elettricità, presentato con queste parole “Il fac simile del documento che Enel invierà ai suoi 32 milioni di abbonati nelle prossime settimane“.

La notizia non è esatta, infatti non si tratta un fac simile della nuova bolletta che sarà inviata ai 32 milioni di abbonati di Enel Servizio Elettrico in regime di maggior tutela, ma di un fac simile della nuova bolletta di Enel Energia S.p.a: che sarà inviata a un numero nettamente inferiore di clienti di Enel Energia in regime di mercato libero.

La Repubblica mostra in realtà gli esempi della nuova bolletta 2.0. disponibili sul sito di Enel Energia, che potete vedere qui a lato, mentre Enel Servizio Elettrico non ha ancora fornito alcun fac simile della sua nuova bolletta 2.0, destinata ai clienti serviti in regime di maggior tutela, che rappresentano tuttora la stragrande maggioranza degli abbonati.

Certo, è lecito aspettarsi che ci saranno delle somiglianze tra questa nuova bolletta di Enel Energia e la nuova bolletta di Enel Servizio Elettrico, ma probabilmente ci saranno anche delle differenze, dato che c’erano differenze anche tra le vecchie bollette di Enel Energia e quelle di Enel Servizio Elettrico.

Alcune di queste differenze potrebbero anche essere di sostanza, come per esempio il numero di letture del contatore su cui saranno basati i conteggi, infatti Enel Energia basava i conteggi su due sole letture che delimitavano il periodo fatturato, una iniziale e una finale, mentre Enel Servizio Elettrico inseriva anche altre due letture intermedie, eseguendo poi i conteggi su tre periodi più brevi, con un aggravio di costi legato al meccanismo del pro quota giorno:

In questo fac simile della nuova bolletta vediamo che sono considerate solo due letture, una di inizio e una di fine periodo, ma per Enel Energia era così anche prima.

Sarà così anche per Enel Servizio Elettrico? Saranno finalmente considerate solo le due letture di inizio e fine periodo, come sarebbe logico, o anche nella nuova bolletta il periodo sarà frazionato in tre sottoperiodi, a tutto svantaggio del cliente in regime di maggior tutela?

Per adesso non lo sappiamo ancora, infatti questo fac simile, come dicevamo, non mostra la bolletta Enel dei clienti in regime di maggior tutela ma la bolletta Enel degli abbonati in regime di mercato libero.

Informazioni su prezzi e tariffe nella nuova bolletta

Bolletta 2.0 elettricità: modello facsimile grande… segue da Bolletta 2.0: Il costo medio della fornitura

A lato della sezione Costo Medio della Fornitura,compare un piccolo riquadro destinato alle

Informazioni su aggiornamenti di prezzi e tariffe

Il contenuto di questa sezione è definito nel Documento 201/2015/R/COM dell”Autorità per l’Energia in questi termini:

Se sono stati stabiliti aggiornamenti di prezzi o tariffe, la bolletta indica per esteso le delibere dell’Autorità che hanno stabilito i nuovi prezzi e la data in cui iniziano a essere applicati.

Poichè le tariffe sono aggiornate normalmente ogni tre mesi, la sezione dovrebbe riportare le delibere relative all’ultimo aggiornamento trimestrale.

Per esempio,  le tariffe elettriche in vigore nel primo trimestre del 2016 sono state stabilite con le delibere 658, 659 e 660 del 28 Dicembre 2015, per cui nella prima bollettta del 2016 questa sezione dovrebbe assumere un aspetto come questo:

Informazioni su aggiornamenti di prezzi e tariffe

Le tariffe in vigore dal 1° Gennaio sono stabilite dalle seguenti delibere:
658/2015/R/eel: Aggiornamento dei corrispettivi di dispacciamento per l’anno 2016
659/2015/R/eel: Aggiornamento dei prezzi e delle componenti relative alla commercializzazione dell’energia elettrica (PCV, RCV e DISPbt) e modifiche al TIV
660/2015/R/eel: Aggiornamento, per il trimestre 1 gennaio – 31 marzo 2016, delle condizioni economiche del servizio di vendita dell’energia elettrica in maggior tutela

Anche questo è un elemento di novità, rispetto alla vecchia bolletta, e crediamo che l’inserimento in bolletta di informazioni sulla fonte normativa delle tariffe a maggior tutela rappresenti davvero un passo avanti nella direzione di una maggiore trasparenza.

Tutte le delibere sono disponibili sul sito web dell’Autorità per l’Energia. Non sappiamo se questa sezione riporterà in bolletta anche gli indirizzi web delle delibere sugli aggiornamenti delle tariffe, comunque i link saranno sempre disponibili sul nostro sito, già adesso potete cliccarci per visionare le delibere sulle tariffe in vigore dal 1° Gennaio 2016.

Dobbiamo però segnalare che il contenuto di queste delibere è piuttosto tecnico, le varie componenti delle tariffe sono distribuite su varie tabelle e non è immediato mettere insieme quelle relative a una specifica tipologia di contratto per arrivare a comprendere come si formano realmente i prezzi dell’elettricità.

Si tratta di un vero e proprio lavoro di ricostruzione dei prezzi, che noi di Risparmio Bolletta Energia abbiamo compiuto allo scopo di mettere a disposizione dei nostri lettori una formulazione più semplice, anche se rigorosamente esatta, delle tariffe elettriche in vigore dal 1° Gennaio 2016, che potete trovare qui: il costo del kWh di elettricità.

 

Nuova bolletta 2016: costo medio della fornitura

Bolletta 2.0 elettricità: modello facsimile grande… segue da Bolletta 2.0: Sezione Letture e consumi

Continuando l’esame del modello della nuova bolletta 2.0 fornito dall’Autorità dell’Energia, sotto il riquadro con le letture del contatore (sezione “Letture e consumi”) troviamo le due sezioni “Costo medio della fornitura” e “Informazioni su aggiornamenti di prezzi e tariffe” che rappresentano i primi veri elementi di novità del nuovo formato.

Sezione Costo medio della fornitura

In questa sezione sono forniti all’utente due dati che non erano presenti nella vecchia bolletta del 2015:

1) Il costo medio unitario della bolletta, pari al rapporto tra l’importo complessivo da pagare e i consumi fatturati (come si legge nel Documento 201/2015/R/COM dell’Autorità per l’Energia);

2) Il costo medio unitario della spesa per la materia energia, pari al rapporto tra l’importo relativo alla spesa per la materia energia e i consumi fatturati.

Qual è la funzione di questi due nuovi dati?

La risposta è nel già citato documento pubblicato dall’Autorità per l’Energia, dove si legge che queste due nuove informazioni rientrano fra “gli elementi che contribuiscono a una migliore comprensione della bolletta inclusi nei nuovi criteri di trasparenza definiti dall’Autorità per l’energia.“.

In altre parole, questa sezione dovrebbe aiutare l’utente a capire meglio la sua bolletta, a fini di trasparenza.

Cerchiamo di approfondire.

Il Costo medio unitario della bolletta, in base alla definizione dell’Autorità per l’Energia non è altro che il totale da pagare della bolletta diviso per il numero di kWh consumati, e quindi sembrerebbe fornire appunto il costo medio del kWh consumato nel periodo coperto dalla bolletta.

In realtà non è esattamente così, perchè il calcolo basato sul totale da pagare in bolletta non include solo i costi dei kWh consumati ma anche le quote fisse che vanno pagate indipendentemente dai consumi, perciò il risultato della divisione del totale per il numero di kWh non può essere definito come costo medio del kWh consumato, che per essere realmente tale dovrebbe considerare appunto solo i costi per kWh e non anche le quote fisse. 

Ma se questo dato non rappresenta il costo medio unitario del kWh, di che cosa rappresenta il costo medio unitario?

La prima cosa da capire quando si parla di un costo medio è infatti: il costo medio di che cosa? In questo caso purtroppo la risposta non è affatto ovvia, come invece dovrebbe essere se si vuole inserire questo dato tra “gli elementi che contribuiscono a una migliore comprensione della bolletta “.

Probabilmente è questa la ragione della strana denominazione “Costo medio unitario della bolletta” (invece di “Costo medio unitario del kWh”), che suscita una certa perplessità. Infatti l’espressione “Costo unitario” di norma si deve accompagnare appunto a una certa unità di misura, che moltiplicata per una certa quantità fornisce il costo totale. 

A quale unità di misura si riferisce davvero questo “Costo medio unitario della bolletta“? Ovviamente si riferisce al costo del kWh e non al costo della bolletta, dato che moltiplicato per la quantità di kWh consumati fornisce il totale in bolletta.

In realtà potrebbe definirsi come “Costo medio unitario del kWh, modificato includendo le quote fisse”.

Stabilita la vera natura di questo dato, vediamo per quali ragioni ci sembra che non sia comunque utile per la comprensione della bolletta e anzi in certi casi perfino fuorviante.

Prendiamo a titolo di esempio il consumatore medio tipico da 2700 kWh all’anno, che consuma 450 kWh al bimestre e che nella sua prima bolletta del 2016 trova un totale da pagare di 86,91 euro (come abbiamo visto qui): il suo costo medio unitario della bolletta è dato dal totale di 86,91 euro diviso per i consumi di 450 kWh, pari quindi a  0,193133 euro/kWh, arrotondabili a 19,31 centesimi per kilowattora.

Una volta calcolato il costo medio unitario della bolletta (19,31 cts/kWh, appunto) è semplice calcolare anche il costo medio unitario della spesa per la materia energia, che nella stessa bolletta vediamo ammontare a 38,09 euro (ricordiamo che corrisponde al vecchio subtotale dei “Servizi di vendita”): basta dividere 38,09 euro per 450 kWh per trovare un costo medio unitario della spesa per la materia energia pari a 0,08464 euro, arrotondabili a 8,46 centesimi per kilowattora.

In pratica, la sezione Costo medio della fornitura della prima bolletta del 2016 del nostro utente tipico dovrebbe assumere questo aspetto

Costo medio della fornitura

Costo medio unitario della bolletta: 19,31 cts/kWh

Costo medio unitario della spesa per la materia energia: 8,46 cts/kWh

A questo punto, per citare Lubrano ancora una volta, la domanda sorge spontanea: questi due valori medi aiutano davvero a capire meglio il rapporto tra costi e consumi, o per dirla con le parole dell’Autorità per l’Energia, contribuiscono davvero a migliorare la comprensione della bolletta?

Crediamo ci sia motivo di dubitarne, e che anzi in certi casi questi valori possano essere fuorvianti.

Considerando infatti le varie tariffe che hanno portato al totale in bolletta di 86,91 euro (vedi Costo per kWh a maggior tutela) troviamo:

13,33 euro di quota fissa bimestrale

36,67 euro per 291 kWh a 12,60 cts/kWh nel 1° scaglione di consumo 

28,35 euro per 136 kWh a 20,84 cts/kWh nel 2° scaglione di consumo 

  7,22 euro per 23 kWh a 31,37 cts/kWh nel 3° scaglione di consumo 

  1,34 euro per il consumo di 150 kWh a 0,89 cts/kWh in fascia F1 di consumo ad alto costo 

Come si vede, l’utente paga 12,60 centesimi per i kWh del primo scaglione, 20,84 centesimi per i kWh del secondo e 31,37 centesimi per i kWh del terzo scaglione, più 13,33 euro di quota fissa (lasciamo da parte la differenza per fascia oraria, che in confronto è irrilevante).

Che utilità può avere per il consumatore conoscere un dato medio di 19,31 centesimi quando in realtà il costo dei suoi kWh varia da 12,6 a 31,37 centesimi?

Certo, è indicato chiaramente che si tratta di un valore medio, che però rischia di essere fuorviante perchè per esempio in questo caso potrebbe indurre l’utente a pensare che sta pagando i suoi kWh 19,31 centesimi l’uno, mentre in realtà li sta pagando 31,37 centesimi, c’è una bella differenza!

Per chiarire meglio questo punto, ricordiamo che il costo unitario del kWh può essere utile all’utente solo se lo aiuta a capire quanto potrebbe risparmiare riducendo i propri consumi o quanto gli costerebbe incrementarli, ossia quanto potrebbe risparmiare per ogni kWh consumato in meno o quanto dovrebbe pagare ogni kWh consumato in più, rispetto ai suoi soliti consumi.

Ebbene nel caso del nostro esempio, come dicevamo, ogni kWh consumato in più costa all’utente tipico 31,37 centesimi, così come ogni kWh consumato in meno gli fa risparmiare 31,37 centesimi in bolletta, e non i 19,31 centesimi del costo medio unitario della bolletta, che a tale scopo appare totalmente privo di significato.

Può sembrare strano ma diventa chiaro se si pensa al funzionamento delle tariffe a scaglioni progressivi (descritto in dettaglio qui: Tariffe: scaglioni di consumo); infatti, avendo già raggiunto e superato la soglia di consumo del 3° scaglione, ogni kWh in più (o in meno) gli viene fatturato al costo del 3° scaglione, ossia appunto a 31,37 cts.

Ecco perchè questa informazione sul costo medio unitario della bolletta non aiuta l’utente a capire il rapporto tra consumi e costi ma rischia anzi di confonderlo sul costo effettivo dei kWh che sta consumando.

Sarebbe stata probabilmente più utile l’indicazione dei costi suddivisi per quota fissa e per scaglione, come li abbiamo esposti sopra, o volendo essere sintetici solo il costo di quello che potremmo chiamare il kilowattora marginale, ossia il costo dell’ultimo kilowattora effettivamente consumato, o del prossimo.

Infatti il risparmio sui costi va calcolato in base allo scaglione di consumo più elevato presente in bolletta, è la natura stessa del meccanismo a scaglioni progressivi che rende significativo ai fini del risparmio solo il costo per kWh dell’ultimo scaglione di consumo raggiunto nel periodo.

Tornando all’esempio del nostro utente medio che consuma  mediamente 450 kWh al bimestre spendendo 86,91 euro, se in un certo bimestre consumasse invece 100 kWh in più del solito, arrivando a 550 kWh in totale (180 kWh in F1 e 370 kWh in F23, secondo le percentuali tipiche delle fasce orarie), non si troverebbe a pagare solo 19,31 euro in più, dati dal costo medio unitario di 19,31 cts/kWh moltiplicati per 100 kWh. 

In realtà, con un maggior consumo di soli 100 kWh vedrebbe crescere la sua bolletta da 86,91 euro a ben 118,54 euro (com’è facile verificare inserendo questi consumi nel nostro comparatore di bollette del 2016) con un aumento di 31,63 euro, pari appunto al costo del kWh marginale (nel terzo scaglione, di 31,37 cts) moltiplicato per i 100 kWh consumati in più (più qualche centesimo per i consumi in fascia F1 ad alto costo).

In conclusione, non sembra che il cosiddetto “Costo medio unitario della bolletta“, così com’è concepito, offra un contributo significativo alla comprensione del reale rapporto tra consumi e costi, necessaria per fare le scelte adeguate ai fini di un vero risparmio sulla bolletta dell’energia elettrica.

Bolletta Enel 2.0: il nuovo formato del 2016

Qui trovate l’esempio concreto di una bolletta 2.0 reale, spedita da Enel Servizio Elettrico a un utente in regime di maggior tutela: Bolletta Enel 2016 in maggior tutela: esempio reale

Gli utenti di Enel Servizio Elettrico hanno trovato nella bolletta di Dicembre 2015 un foglietto arancione con l’annuncio della grande novità del 2016: la nuova bolletta Enel, a quanto pare più semplice e più bella.

Bolletta 2.0: annuncio di Enel Servizio Elettrico (fronte)     

 Bolletta 2.0: annuncio di Enel Servizio Elettrico (retro)

Sul retro si vede l’immagine della futura bolletta che spunta da una busta aperta lasciando intuire la nuova grafica, corredata da altre informazioni: “Dal 2016 la bolletta Enel si rinnova e diventa più semplice da leggere. Una grafica tutta nuova con le informazioni utili per te. Nella prossima bolletta riceverai anche una guida alla lettura con tutte le novità“.

Sembra uno di quegli annunci sul prossimo grande film in uscita, studiati per suscitare curiosità e aspettativa verso qualcosa di certamente fenomenale in arrivo ma senza svelare troppi dettagli, per non rovinare la suspense e il gusto della scoperta quando finalmente sarà il momento.

Nell’attesa, facciamo un po’ di chiarezza su alcune domande che, come direbbe Antonio Lubrano, celebre conduttore della prima trasmissione TV in difesa del consumatore, a questo punto sorgono spontanee (il fac-simile della nuova bolletta con le nuove voci di spesa è visibile qui: Bolletta 2.0: modello prima pagina).

Prima di tutto molti si chiederanno se l’annunciata rivoluzione riguarda solo la presentazione della bolletta o interessa anche le tariffe sottostanti. In altre parole: con la nuova bolletta cambierà solo l’aspetto della fattura o dobbiamo aspettarci grosse novità anche sui prezzi dell’energia?

Su questo punto arrivano infatti segnali contrastanti: da un lato il foglietto allegato all’ultima bolletta del 2015 mette chiaramente l’accento sulla presentazione, con espressioni come più semplice da leggere…Una grafica tutta nuova…, che fanno chiaramente pensare a un restyling puro e semplice della bolletta, senza conseguenze sui costi. D’altra parte i mezzi di comunicazione hanno associato le novità di quest’anno a un piano del governo destinato a modificare significativamente le tariffe dal 2016 in avanti, con l’obiettivo arrivare nel 2018 a una struttura  tariffaria sostanzialmente diversa da quella attuale. Alcuni hanno parlato anche di una dismissione del regime di maggior tutela.

Perciò è possibile che si sia creata una certa confusione in merito. Come stanno dunque le cose? Cosa cambia davvero per l’utente a partire dal 2016?

Sgombriamo subito il campo da ogni equivoco su questo punto: la nuova bolletta 2.0 riguarda solo l’aspetto della fattura e non tocca le tariffe, o per meglio dire riguarda le informazioni che saranno fornite all’utente nella nuova bolletta e attraverso la guida alla lettura.

E’ vero che si è parlato di novità importanti anche sulle tariffe del prossimo anno, argomento che abbiamo approfondito nell’articolo Bollette elettriche del 2016: tagliate o aumentate? , dove abbiamo simulato la prima bolletta del 2016 calcolata in base alle nuove tariffe, già rese pubbliche dall’Autorità dell’Energia, rilevando un aumento di oltre il 2% rispetto all’equivalente bolletta del 2015, in contrasto con gli annunci di presunti cali dei prezzi, ma si tratta appunto di un altro argomento: quando si parla di bolletta 2.0 si intendono esclusivamente le norme che regolano le informazioni da fornire all’utente, in bolletta e nella guida alla lettura

Tutto ha infatti inizio con la Deliberazione 501 del 16 Ottobre 2014 dell’Autorità per l’Energia (501/2014/R/COM), intitolata “BOLLETTA 2.0: CRITERI PER LA TRASPARENZA DELLE BOLLETTE PER I CONSUMI DI ELETTRICITÀ E/O DI GAS DISTRIBUITO A MEZZO DI RETI URBANE”, che prevede non solo variazioni nella forma del documento bolletta ma anche una serie di obblighi, come per esempio la “Guida alla lettura”, che dovrà essere messa a disposizione degli utenti non solo da Enel Servizio Elettrico ma anche dagli altri fornitori del mercato libero.

Quando si parla di “Nuova Bolletta Enel”, o di Bolletta 2.0, che non è un’espressione mediatica ma come si è visto la definizione autentica della nuova normativa. fatta propria dall’Autorità dell’Energia, si fa dunque riferimento esclusivamente alla presentazione della bolletta e agli obblighi di corretta informazione dell’utente, senza alcun riflesso sui prezzi e sulle tariffe soggiacenti.

Qui potete vedere un facsimile della nuova bolletta nel modello pubblicato dall’Autorità per l’Energia, con un’analisi delle nuove informazioni che sono presentate all’utente: Facsimile bolletta 2.0 del 2016.

 

Caro bollette elettriche 2022: quanto sono aumentate

Per mettere un punto fermo nella girandola di notizie non sempre chiare sul caro bollette, abbiamo ricostruito con precisione i costi delle bollette elettriche degli ultimi 5 anni per una famiglia tipica con un consumo medio di 450 kWh al bimestre, che potete vedere riportati nel grafico.

.Grafico del caro bollette fino al 31 dicembre 2022

Questo grafico, che abbiamo potuto realizzare grazie ai nostri esclusivi simulatori di bollette, fornisce la risposta definitiva alla domanda che ci facciamo tutti su cosa stia succedendo negli ultimi tempi alle tariffe dell’energia elettrica e ci mostra anche cosa ci aspetta nel prossimo futuro. L’ultima bolletta del 2022 deve ancora arrivare ma può essere già calcolata in base alle tariffe attuali, fissate il 1° ottobre 2022 e valide fino alla fine dell’anno; possiamo quindi anticipare che ammonterà mediamente a circa 300 € per famiglia, al netto del canone Rai. L’ultima cifra di 297 € in fondo al grafico corrisponde infatti alla prossima bolletta calcolata in base alle tariffe correnti per un consumo di 450 kWh, che secondo l’Autorità per l’Energia (ARERA) rappresenta il consumo bimestrale medio di una famiglia italiana tipica, pari a un consumo annuo di 2700 kWh.

Per chiarire il significato delle cifre riportate nel grafico, ricordiamo che le tariffe delle bollette in maggior tutela sono fissate dall’Autorità per l’Energia all’inizio di ogni trimestre, il 1° gennaio, il 1°aprile, il 1° luglio e il 1°ottobre: il grafico riporta quindi, per ogni trimestre, l’importo della bolletta per un consumo di 450 kWh, calcolata applicando i prezzi fissati da ARERA per quel trimestre.

Come si vede, le tariffe elettriche sono rimaste sostanzialmente stabili nei tre anni dal 2018 al 2020, con un costo medio di 83 euro per la bolletta bimestrale tipica (sempre al netto del canone Rai) e oscillazioni contenute tra un minimo di 72 €.ad aprile 2020 e un massimo di 91 € a gennaio del 2019. Perciò, se in quegli anni pagavate bollette intorno agli 80 o 85 € rientrate sicuramente in questa categoria di consumo e la vostra prossima bolletta dovrebbe essere intorno ai 300 € (più che triplicata rispetto a quegli anni), altrimenti basterà applicare le debite proporzioni per farvene un’idea approssimativa e se volete una maggiore precisione potete utilizzare il nostro Calcolatore di bollette elettriche, che simula qualsiasi bolletta in maggior tutela, in base al periodo e ai consumi inseriti, a partire dal 2016 fino al 31 dicembre 2022.

Il grafico chiarisce quindi con un colpo d’occhio le vere dimensioni e i tempi di questo caro bollette che ha portato la spesa delle famiglie per l’energia elettrica a triplicare nel giro di un anno, e fornisce la chiave per capire l’impatto psicologico che può aver avuto (l’aumento percepito), oltre naturalmente all’impatto economico vero e proprio sul bilancio famigliare.

Per fare un esempio di come l’aumento percepito in un dato periodo non rifletta sempre l’aumento reale dei prezzi, basta notare che dall’inizio dell’anno a oggi le bollette non sono aumentate e anzi sono calate. La bolletta media era infatti di 207 € nel primo trimestre, poi è scesa a 186 € nel secondo trimestre con le tariffe fissate il 1° aprile 2022 (può sembrare strano ma dopo la crisi in Ucraina, di febbraio, le tariffe sono scese del 10%) ed è rimasta pressoché invariata nel terzo trimestre a 187 €.

Perciò, se si guarda solo al 2022, si trova che nel corso di quest’anno i prezzi delle bollette elettriche sono scesi. Allora perchè proprio adesso si parla tanto di caro bollette? Semplice: perchè negli anni precedenti le famiglie si erano formate un’idea di “bolletta ragionevole” costantemente intorno agli 80 o 90 euro e oggi trovano comunque intollerabile, a livello psicologico prima ancora che economico, ricevere bollette che raddoppiano le cifre considerate “normali” per tanti anni (e che le triplicheranno con l’ultima bolletta del 2022, salvo interventi governativi).

Da un lato i freddi numeri dicono che le tariffe non sono aumentate nei primi nove mesi del 2022 e anzi sono calate del 10% rispetto ai valori di inizio anno ma dall’altro rimane lo choc di chi si è trovato improvvisamente a dover pagare le bollette più del doppio rispetto a quanto era abituato a pagarle nel corso degli anni precedenti.

Osservando il grafico si nota infatti che la vera impennata dei prezzi si è avuta nella seconda metà del 2021, quando le bollette sono bruscamente raddoppiate in soli sei mesi, dai 103 € del 1°luglio 2021 ai 207 € del 1°gennaio 2022 (ben prima della crisi ucraina del 24/02/2022). Poi i prezzi sono calati un po’ nei trimestri centrali del 2022 e torneranno a impennarsi con le tariffe dell’ultimo trimestre in vigore dal 1° ottobre 2022, i cui effetti però non sono ancora visibili e appariranno solo nelle prossime bollette.