Sintesi degli importi fatturati nella bolletta dell’elettricità

Bolletta elettrica Enel: sintesi degli importi fatturatiIl riquadro più importante della bolletta di Enel Servizio Elettrico, e anche quello che si nota subito in prima pagina, è certamente la cosiddetta “Sintesi degli Importi Fatturati“, dove l’importo totale da pagare appare suddiviso nelle quattro voci di spesa fondamentali: “Spesa per la materia energia“, “Spesa per il trasporto e la gestione del contatore“, “Oneri di Sistema” e “Totale imposte“.

Una suddivisione stabilita dall’Autorità per l’Energia con Delibera del 30 Aprile 2015, dove tra l’altro si legge che “…l’Autorità con la Bolletta 2.0 ha approvato i nuovi criteri per la trasparenza delle bollette… …con l’obiettivo principale di razionalizzare e semplificare le informazioni contenute nelle bollette“.

Cerchiamo quindi di capire in che modo le diverse voci di spesa presenti nella;”Sintesi degli Importi Fatturati” possono rappresentare una forma razionale e semplice di presentare le informazioni in bolletta.

Per quanto riguarda l’ultima voce “Totale imposte” non ci sono dubbi, tutti sappiamo cosa sono le imposte e siamo anche abituati a vedere l’Iva separata dagli altri prezzi nelle fatture commerciali, qui oltre all’Iva al 10% è inclusa anche l’Accisa (e l’Iva sull’Accisa), calcolata con un meccanismo complicato che approfondiremo altrove, comunque il riquadro sottostante “Dettaglio fiscale” fornisce ulteriori informazioni.

Le prime tre voci “Spesa per la materia energia“, “Spesa per il trasporto e la gestione del contatore” e “Oneri di Sistema” mostrano invece una suddivisione che non siamo abituati a trovare in una fattura. Se compriamo un frigorifero, per dire, troviamo in fattura il prezzo dell’articolo e l’Iva ma non ci aspettiamo anche una suddivisione del prezzo tra costi per la materia prima, per le spese generali o simili. Di norma, al cliente interessa solo il prezzo unitario di ciò che acquista, la ripartizione dei costi sottostanti è considerata in genere una questione che riguarda solo chi vende.

Al massimo, possiamo trovare in fattura le spese di spedizione, e questo ci riporta alla voce “Spesa per il trasporto e la gestione del contatore“, che in qualche modo corrisponde alle spese di spedizione dell’energia elettrica dalla sede dove viene prodotta (la centrale idroelettrica o altro luogo di produzione) fino al nostro domicilio, anzi fino ai due cavetti che escono dal contatore, dato che la gestione del contatore rientra anch’essa in questa voce di spesa.

Semplificando molto, le prime tre voci del riquadro Sintesi degli Importi Fatturati possono essere concepite come spese di produzione (Spesa per la materia energia), spese di spedizione (Spesa per il trasporto e la gestione del contatore) e spese generali (Oneri di Sistema).

Si tratta di una rappresentazione piuttosto grossolana che non ha nulla di tecnico, sia chiaro; per esempio la cosiddetta Materia Energia non include solo i costi di produzione ma anche le spese di commercializzazione e vendita (PCV), comunque può servire a rendere il senso generale di questa prima suddivisione.

Voci di spesa Componenti


Spesa per la
Materia Energia
PE
PD
PPE
PCV
Disp BT

 

Spesa per il trasporto
e la gestione del contatore

τ1
τ2
τ3
UC3
UC6




Oneri di sistema
UC4
UC7
MCT
A2
A3
A4
A5
AS
AE

D’altra parte, poichè queste tre voci di spesa sono a loro volta aggregazioni di altre voci, come si vede nella tabella a lato (dove PE indica per esempio il Prezzo Energia, PD il Prezzo Dispacciamento, eccetera ) per approfondire con precisione il significato di ciascuna voce di spesa sarebbe necessario esaminare come sono definite in base all’attuale normativa le unità elementari che la compongono, ossia le componenti di costo elencate nella tabella qui a lato, cosa che faremo senz’altro in dettaglio nei prossimi articoli.

Qui possiamo solo interrogarci sull’utilità di questa suddivisione in tre voci di spesa che potremmo abbreviare come Energia, Trasporto e Sistema: in che modo trovare tre importi invece di uno migliora la nostra comprensione della bolletta? Qual è il valore di questa informazione?

Possiamo individuare due profili di utilità, uno pratico e uno sociale, entrambi con qualche limite.

Sotto il profilo pratico, l’informazione sulla “Spesa per la materia energia” dovrebbe metterci teoricamente in grado di confrontare i nostri costi in bolletta con quelli sul mercato libero, dove le offerte indicano tipicamente i prezzi per kWh della sola parte energia, dato che i costi di trasporto e di sistema sono uguali per tutti. 

Se l’obiettivo di tale voce di spesa è davvero questo, non c’è alcun dubbio sulla sua utilità potenziale, che per diventare attuale richiederebbe però un contesto diverso, ossia un mercato libero dove le offerte siano realmente chiare e univoche, che non è precisamente il nostro caso, almeno in questa fase per così dire immatura. Fino a quando le offerte di energia sul mercato libero non specificheranno in modo univoco quali componenti coprono i prezzi per kWh proposti nelle loro offerte (se PE o PED, con perdite di rete o senza, etc.) l’utente non potrà mai sapere con certezza cosa sta realmente confrontando.

Sotto il profilo sociale, la “Spesa per Oneri di Sistema” riguarda una serie di costi destinati a scopi sociali ed ecologici, come il bonus elettrico (AS), gli incentivi alle fonti rinnovabili (A3), lo smaltimento del nucleare (A2) e altri, sulla cui natura ed entità sembra effettivamente giusto e opportuno che il cittadino pagante sia adeguatamente informato.

Su questo punto l’obiezione che si potrebbe fare è che un totale indistinto di tutti gli oneri di sistema appare ben poco informativo. Per esempio non tutti sanno che la maggior parte di questa spesa va a coprire gli incentivi al fotovoltaico e altre fonti di energia rinnovabili, che incidono (voce A3) per l’85% degli oneri di sistema, mentre tutte le altri componenti sommate insieme non arrivano al 15%, con il bonus elettrico nella parte di Cenerentola con appena lo 0,1%.

Il che significa che se paghiamo 20 euro di Oneri di Sistema, come nell’esempio in alto, 17 euro vanno in incentivi al fotovoltaico e altre fonti rinnovabili (A3 Componente a copertura degli incentivi alle fonti rinnovabili e assimilate), 1,5 euro circa nello smaltimento delle scorie del vecchio nucleare ormai dismesso (A2 Componente a copertura degli oneri per il decommissioning nucleare) e il restante euro e mezzo viene ripartito tra le altre sette componenti, lasciando meno di un centesimo al bonus elettrico per i soggetti disagiati (AS Componente a copertura degli oneri per il bonus elettrico).

Come si vede l’informazione generica sui 20 euro imputati a Oneri di sistema non è molto informativa sulla reale destinazione dei nostri soldi, se non accompagnata da ulteriori informazioni.

Anzi, invece di “Oneri di sistema” sarebbe probabilmente più preciso, o almeno più informativo, chiamarli “Oneri per incentivi alle fonti rinnovabili e smaltimento del nucleare“, dato che le componenti A3 e A2 rappresentano oltre il 90% del totae;o meglio ancora “Oneri per incentivi al fotovoltaico e smaltimento del nucleare“, visto che tra le fonti rinnovabili la maggior parte degli incentivi è destinata al fotovoltaico.

Tariffe elettriche per kWh: gli scaglioni di consumo

In base al meccanismo tariffario a scaglioni di consumo, il prezzo che paghiamo per un kWh non è sempre lo stesso ma dipende da quanti kWh abbiamo consumato in un determinato periodo.

In fondo siamo abbastanza abituati a pensare che il prezzo unitario di un certo prodotto può variare in base al quantitativo che ne acquistiamo, solo che in genere il prezzo diminuisce con l’aumentare della quantità acquistata, come per esempio nel caso degli acquisti all’ingrosso o delle offerte 3 X 2.

Certi listini hanno proprio una struttura di questo tipo: indicano un determinato prezzo per l’acquisto di un solo prodotto, un prezzo inferiore per l’acquisto di 10 prodotti, un prezzo ancora più  basso per l’acquisto di 100 e così via. Si tratta chiaramente di un meccanismo rivolto a incentivare il compratore ad acquistare un numero elevato di articoli: più ne acquisti più risparmi su ciascun articolo.

Ebbene, gli scaglioni di consumo per le tariffe elettriche funzionano esattamente al contrario: più kWh consumi più paghi per ciascun kWh consumato. L’obiettivo di questo meccanismo progressivo è ovviamente l’opposto di quello descritto sopra (degressivo): si propone di incentivare l’utente ad acquistare una quantità limitata di kWh, in altre parole si tratta di un meccanismo rivolto a scoraggiare i consumi di energia, infatti nasce durante gli anni della crisi energetica proprio a questo scopo e si mantiene in vigore ancora adesso.

Sotto questo profilo ricorda per esempio le aliquote delle imposte dirette, anch’esse progressive, in quanto più elevate per i redditi più alti, dove però lo scopo del meccanismo è piuttosto la giustizia sociale.

Questo genere di meccanismi si basa su diversi scaglioni definiti da una certa soglia, che una volta superata fa scattare i prezzi dello scaglione superiore.

Per le tariffe elettriche sono previsti quattro scaglioni definiti da queste soglie di consumo:

1° Scaglione) Consumi fino a 1800 kWh all’anno

2° Scaglione) Consumi oltre 1800 kWh e fino a 2640 kWh all’anno;

3° Scaglione) Consumi oltre 2640 kWh e fino a 4440 kWh all’anno;

4° Scaglione) Consumi oltre 4440 kWh all’anno.

Le tariffe attualmente in vigore dal 2016 prevedono i seguenti prezzi per kWh (comprese imposte e Iva) nei diversi scaglioni:

1° scaglione) 12,60 cts

2° scaglione) 20,84 cts 

3° scaglione) 31,37 cts 

4° scaglione) 28,88 cts

Sono prezzi validi per i consumi in fascia oraria a basso costo (F23) nei contratti a tariffa bioraria, per i kWh consumati in fascia oraria ad alto costo bisogna aggiungere 0,89 cts a ciascuno scaglione.

Ogni tariffa si applica ai kWh consumati in quello specifico scaglione, per esempio un consumo di 6000 kWh comporta il pagamento di 1800 kWh del 1° scaglione al prezzo di 12,60 cts l’uno, più 840 kWh al prezzo del 2° scaglione di 20,84 cts, più 1800 kWh al prezzo del 3° scaglione di 31,37 cts, più i residui 1560 kWh al prezzo di 28,88 cts.

Come si vede, la differenza tra gli scaglioni è notevole, soprattutto a partire dal 3° scaglione, dove un kWh costa quasi il triplo di un kWh del 1° scaglione!

Si tratta quindi di un incentivo importante a limitare il consumo, al contrario della differenza tra fascia oraria F23 a basso costo e fascia oraria F1 ad alto costo, che vale solo 0,89 centesimi lordi a kWh ed è quindi pressochè irrilevante.

Perciò, se volete davvero risparmiare vi conviene tenere d’occhio le soglie di consumo e cercare di non sforare nello scaglione successivo,mentre servirà a ben poco spostare i consumi in orari notturni, a rischio di litigare con i vicini per il rumore della lavatrice.

Il costo del kWh di elettricità (per uso domestico residente)

Di fronte alla bolletta dell’energia elettrica, sia essa del mercato libero o a maggior tutela, bimestrale o trimestrale, molti utenti si pongono spesso una domanda che non trova risposta: “ma alla fine quanto mi costa un kWh di energia”?

Non solo la domanda appare logica ma sembra anche curioso che sia così difficile trovare una risposta chiara nella bolletta, che in fin dei conti è una fattura dove si suppone di trovare i costi di quanto acquistato.

Se per esempio compriamo un divano e un armadio da un mobilificio ci aspettiamo di trovare in fattura il costo esatto di ciascun oggetto acquistato; dato che in questo caso l’oggetto acquistato è il kWh, com’è che non si riesce mai a capire quanto ci costa effettivamente un kilowattora di elettricità?

Certo, il contratto di fornitura non è proprio la stessa cosa, perchè include un costo fisso che deve essere pagato anche senza consumo, ma allora basterebbe appunto indicare quanto si paga di quota fissa e quanto per ogni kWh consumato.

Va detto che l’orientamento della nuova Bolletta 2.0 in vigore dal 1° Gennaio 2016 sembra andare in questa direzione, ma senza compiere ancora il passo finale che, a nostro avviso, dovrebbe essere proprio l’indicazione chiara di quanto si spende per la quota fissa e quanto per ciascun kWh consumato.

Proviamo quindi a rimediare e diciamo subito quali sono i prezzi per kWh in base alle tariffe dell’ultimo trimestre del 2015 e in base alle nuove tariffe in vigore dal 1° Gennaio 2016 (per i contratti a maggior tutela uso domestico residente tariffa bioraria D2, che rappresentano la stragrande maggioranza dei contratti in essere).

2015 (Tariffe Ultimo Trimestre)

Quota fissa bimestrale: 8,74 euro  

Costo per kWh: 13,67 cts (1° scaglione, fascia oraria F23 a basso costo)

2016 (Tariffe Primo Trimestre)

Quota fissa bimestrale: 13,33 euro

Costo per kWh: 12,60 cts (1° scaglione, fascia oraria F23 a basso costo)

Questo è quindi il costo esatto del kWh per quegli utenti che non superano il 1° scaglione di consumo, con un consumo bimestrale fino a 300 kWh, per chi insomma paga meno di 50 euro per la bolletta bimestrale.

Per i consumi in fascia oraria F1 ad alto costo bisogna però aggiungere 0,60 cts al costo del kWh nel 2015, e 0,89 cts nel 2016, la forbice della differenza di prezzo tra le fasce orarie si sta quindi allargando ma rimane comunque ben poca cosa, sempre al di sotto del centesimo per kWh, praticamente irrilevante.

La tabella di cui sopra può quindi essere completata così:

2015 (Tariffe Ultimo Trimestre)

Quota fissa bimestrale: 8,74 euro  

Costo per kWh: 13,67 cts (1° scaglione, fascia oraria F23 a basso costo)

Maggior costo per consumo in fascia F1: 0,60 cts per kWh

2016 (Tariffe Primo Trimestre)

Quota fissa bimestrale: 13,33 euro

Costo per kWh: 12,60 cts (1° scaglione, fascia oraria F23 a basso costo)

Maggior costo per consumo in fascia F1: 0,89 cts per kWh

E questo sarebbe tutto quello che c’è da sapere per l’utente che non supera il 1° scaglione di consumo, ossia che consuma meno di 300 kWh nel bimestre, e che paga generalmente meno di 50 euro la sua bolletta.

Se per esempio un utente ha consumato 200 kWh nell’ultimo trimestre del 2015, la sua bolletta comprende 8,74 euro di quota fissa più 27,34 euro di consumo (200 kWh per 13,67 cts/kWh), per un totale di 36,08 euro. A cui andranno sommati 0,6 cts per ogni kWh consumato in fascia oraria F1 ad alto costo, se per esempio ha consumato 80 kWh in fascia F1 pagherà 48 centesimi in più (80 kWh per 0,6 cts/kWh), per un totale in bolletta di 36,56 euro.

Con lo stesso consumo è facile verificare che con le nuove tariffe del primo trimestre del 2016 pagherà invece 13,33 + 25,20 + 0,72 euro, per un totale di 39,25 euro.

Per gli utenti che superano questi consumi, bisogna considerare i prezzi progressivi per scaglione, come descritti di seguito.

I kWh che nel bimestre eccedono i 300 (oltre 1800 kWh/anno, 2° scaglione) costano un po’ di più, quelli che eccedono i 440 (oltre 2640 kWh/anno, 3° scaglione) ancora di più, e quelli che superano i 740 (oltre 4440 kWh/anno 4°scaglione) sono i più cari.

Si tratta di un meccanismo progressivo studiato negli anni della crisi energetica per scoraggiare i consumi, tuttora in vigore, che rende quindi necessario aggiornare la tabella di cui sopra con i dati degli altri scaglioni.

2015 (dal 1 Ottobre)

Quota fissa bimestrale: 8,74 euro 

Costo per kWh:

13,67 cts (1° scaglione: costo dei primi 300 kWh consumati nel bimestre)

22,79 cts (2° scaglione: costo dei kwh tra i 300 e i 440 )

32,95 cts (3° scaglione: costo dei kWh tra i 440 e i 740 )

35,52 cts (4° scaglione: costo dei kWh consumati oltre i 740)

0,60 cts (Maggior costo per i kWh consumati in fascia oraria F1 ad alto costo)

2016 (dal 1 Gennaio) 

Quota fissa bimestrale 13,33 euro

Costo per kWh

(1° scaglione) 12,60 cts

(2° scaglione) 20,84 cts 

(3° scaglione) 31,37 cts 

(4° scaglione) 28,88 cts

(Fascia oraria F1 ad alto costo) 0,89 cts

Bolletta 2.0: Sezione Letture e consumi

Bolletta 2.0 elettricità: modello facsimile grande

…segue da La nuova bolletta 2016: prima pagina

Cominciamo a esaminare le diverse sezioni nella seconda pagina della Bolletta 2.0 per i clienti serviti in regime di maggior tutela, così come appaiono nel modello facsimile reso pubblico dall’Autorità per l’Energia.

Sezione Letture e consumi

In questo riquadro sono presentate le letture del contatore, che possono essere teleletture eseguite in automatico dal contatore elettronico telegestito, autoletture comunicate dal cliente o letture stimate.

Le letture mostrano le date di rilevazione e i numeri del contatore a tali date, evidenziando i consumi tra due letture successive nelle diverse fasce orarie, esattamente come nella vecchia bolletta.

In sostanza non dovrebbe cambiare nulla rispetto ai riquadri con le letture visibili nella precedente bolletta del 2015, che mostravano una coppia di letture successive, l’ultima e la penultima, con i relativi consumi per fascia oraria (F1, F2 e F3), calcolati ovviamente per differenza tra l’ultima lettura e la penultima.

La domanda che si pone l’utente riguarda piuttosto quante saranno le letture eseguite e riportate in bolletta durante il bimestre.

Perchè secondo logica dovrebbero bastarne due: i consumi di un bimestre sono infatti perfettamente individuati in modo univoco da due e soltanto due letture del contatore, una all’inizio del bimestre (la penultima lettura) e una alla fine del bimestre (l’ultima lettura).

La vecchia bolletta presentava in effetti in prima pagina il riquadro con le due letture di inizio e fine bimestre, indicate come “Penultima lettura”e “Ultima lettura”, e mostrava anche i consumi corrispondenti, in questo modo:

ma in realtà la bolletta non veniva calcolata in base alle due letture indicate nell’unico riquadro della prima pagina, ma in base alle quattro letture indicate nei tre riquadri riportati in alto nella seconda pagina, costituite dalle due letture di inizio e fine bimestre più altre due letture intermedie (generalmente eseguite in telelettura il giorno 2 e il giorno 30 del secondo mese).

In questo modo gli scaglioni non erano calcolati su un singolo periodo dall’inizio alla fine del bimestre, ma ricalcolati su almeno tre periodi più piccoli della durata inferiore al mese, cosa che grazie al meccanismo del pro-quota giorno si traduceva in un aumento dei costi per l’utente, legato solo ed esclusivamente alla presenza di due letture intermedie che riesce davvero difficile immaginare cos’altro ci stessero a fare.

In altre parole, il totale in bolletta era formato da una certa cifra per l’energia consumata nel bimestre più un ulteriore costo dovuto al frazionamento dei periodi legato alle due letture intermedie.

Il facsimile dell’Autorità per l’Energia per la nuova bolletta non riporta i riquadri con le letture e quindi non è chiaro se nella nuova bolletta 2.0 sarà mantenuto il meccanismo delle letture intermedie oppure no, ma in assenza di indicazioni contrarie è lecito prevedere che sarà mantenuto e quindi questa sezione presenterà probabilmente tre riquadri con le letture, invece di uno, esattamente come quelli riportati in alto in seconda pagina nella vecchia bolletta.

In conclusione, tutto sembra indicare che la sezione intitolata “Letture e consumi” della nuova bolletta 2.0 sarà del tutto identica alla vecchia sezione “Dettaglio delle letture e dei consumi fatturati” non solo per la sua collocazione nella parte alta della seconda pagina della bolletta, ma anche per il suo contenuto, che ospiterà tre riquadri con i consumi del bimestre frazionati in tre sottoperiodi, invece di un unico riquadro con i consumi dell’intero bimestre, come sembrerebbe più logico anche ai fini di una maggiore chiarezza, oltre che conveniente per l’utente. E non è una buona notizia. 

continua su Bolletta 2.0: il costo medio della fornitura…

Bolletta elettricità 2.0: facsimile prima pagina

Bolletta 2.0 modello facsimile prima pagina grande

Questo sarà l’aspetto che presenterà la nuova bolletta 2.0 in vigore dal 2016, così come appare nel modello fornito dall’AEGG.

Come si vede, alcuni elementi sono ovviamente gli stessi, come gli estremi della bolletta con il periodo interessato, il totale da pagare e la scadenza, o i dati identificativi del cliente e della fornitura, che sostanzialmente non subiranno cambiamenti di forma nè di sostanza nella nuova bolletta.

Il principale elemento di novità di questa prima pagina della bolletta 2.0 è rappresentato dal riquadro centrale “Riepilogo delle voci di spesa”, che in qualche modo sostituisce il lungo dettaglio che compariva invece sul retro della vecchia bolletta. 

Quali saranno dunque le voci di spesa indicate in questo riquadro?

In base alle indicazioni fornite dall’Autorità per l’Energia possiamo anticipare che le voci di spesa indicate su tutte le bollette nel riepilogo saranno così suddivise:

1)Spesa per la materia energia;

2) Spesa per il trasporto e la gestione del contatore (Da intendersi, supponiamo, come “Spesa per il trasporto [dell’energia] e la gestione del contatore”, anche se l’italiano potrebbe far pensare al trasporto del contatore, che fa un po’ ridere);

3) Spesa per oneri di sistema;

4) Imposte.

Una suddivisione che ricalca in parte i raggruppamenti della vecchia bolletta, dove era possibile trovare i subtotali relativi alle voci elencate sotto i titoli “Servizi di Vendita”, “Servizi di Rete” e “Imposte”. 

Tutte le voci comprese sotto il titolo “Totale Servizi di Vendita” nella vecchia bolletta vanno in realtà a formare il totale della prima voce “Spesa per la materia energia” nella bolletta 2.0, che quindi sotto questo profilo risulta essere semplicemente una nuova denominazione dei “Servizi di Vendita” (priva però del dettaglio delle singole componenti).

Lo stesso discorso vale per la voce “Imposte”, che corrisponde al “Totale imposte” nella vecchia bolletta.

Il vecchio raggruppamento “Totale Servizi di Rete” viene invece scomposto nelle due voci distinte “Spesa per il trasporto e la gestione del contatore” e “Spesa per oneri di sistema” della nuova bolletta.

In sintesi:

Servizi di Vendita (vecchia bolletta) = Spesa per la materia energia (bolletta 2.0);

Servizi di Rete (vecchia bolletta) = [Spesa per il trasporto e la gestione del contatore + Spesa per oneri di sistema] (bolletta 2.0);

Anche nel 2016 sarà comunque possibile utilizzare il nostro strumento di verifica della bolletta, che fornirà così una bolletta calcolata in base alle tariffe del 2016 ma presentata nel vecchio formato del 2015, che sarà possibile confrontare con la nuova bolletta 2.0.

Continua su Nuova bolletta 2016: Sezione letture e consumi…

Il Confronta Bollette: la tua bolletta contro le offerte di mercato libero

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Lo strumento online che trasforma la tua bolletta in una di mercato libero

Controlla la tua bolletta elettrica e mettila a confronto con quella che avresti pagato ai prezzi di un’altra offerta sul mercato libero.

Puoi finalmente vedere in concreto come sarebbe la tua bolletta elettrica se aderissi a un’offerta diversa da quella che usi adesso!

Riquadro consumo fatturato in bolletta enelE’ facile: inserisci nel riquadro le date del periodo fatturato e i kWh consumati che trovi nella tua bolletta, se clicchi subito su Calcola Bolletta apparirà la bolletta alle condizioni di maggior tutela*.

Per vedere la bolletta che avresti ricevuto in base a una qualsiasi offerta di mercato libero, basterà inserire i prezzi dell’offerta nei campi PE (Prezzo Energia) al posto della parola “Tutela” e cliccare nuovamente su Calcola Bolletta.

Per confrontare altre offerte di mercato libero, puoi cambiare a piacimento i prezzi nei campi PE e premere ancora Calcola, quante volte vuoi e senza bisogno di reinserire i dati dei consumi.

Consumo fatturato
dal al
 
ORE PIENE (F1)
kWh
PE cts/kWh 
 
ORE VUOTE (F23)
kWh
PE cts/kWh 
 
Totale kWh
 
Totale da pagare:
 
SINTESI DEGLI IMPORTI FATTURATI
Spesa per la materia energia (A)
 
Spesa per il trasporto e la gestione del contatore (A)
 
Spesa per oneri di sistema (A)
 
Totale imposte e IVA (B)
 
DETTAGLIO FISCALE
Totale spesa energia/trasporto/oneri di sistema (A)
 
Totale Imposte e IVA (B)
Accisa su kWh   a 0,022700 €/kWh
 
Importo IVA 10% (su imponibile di euro  )
 
TOTALE DELLA BOLLETTA (CON RISERVA DI CONGUAGLIO)
 
DETTAGLIO IMPORTI BOLLETTA
SPESA PER LA MATERIA ENERGIA
Unità di misura
Prezzi unitari
Quantità
Totale euro
QUOTA FISSA
 
QUOTA ENERGIA
ENERGIA
 
 
COMPONENTE DI DISPACCIAMENTO (parte variabile)
 
TOTALE SPESA PER LA MATERIA ENERGIA
 
 
SPESA PER IL TRASPORTO E LA GESTIONE DEI CONTATORE
Unità di misura
Prezzi unitari
Quantità
Totale euro
QUOTA FISSA
 
QUOTA POTENZA
 
QUOTA ENERGIA
 
TOTALE SPESA PER IL TRASPORTO E LA GESTIONE DEL CONTATORE
 
 
SPESA PER ONERI DI SISTEMA
Unità di misura
Prezzi unitari
Quantità
Totale euro
QUOTA FISSA
 
QUOTA ENERGIA
 
TOTALE SPESA PER ONERI DI SISTEMA
 
 
IMPOSTE ED IVA
Unità di misura
Prezzi unitari
Quantità
Totale euro
ACCISA SULL’ENERGIA ELETTRICA
 
IVA 10% (SU IMPONIBILE DI EURO  )
 
TOTALE IMPOSTE ED IVA
 
 
TOTALE BOLLETTA
 
 
 

*) Il simulatore calcola bollette per uso domestico (residente e non residente) con potenza massima di 3 kW.

Per qualsiasi dubbio o segnalazione lasciate un commento, saremo lieti di approfondire eventuali domande e osservazioni.

Controlla la bolletta elettrica: calcolatore online per utenti domestici

Calcolatore di bollette in Maggior Tutela (Servizio Elettrico Nazionale)
[Per le bollette di Mercato Libero usare invece il Confronta Bollette]

Riquadro consumo fatturato in bolletta enel

Con questo simulatore potete controllare le vostre bollette del Servizio Elettrico Nazionale (ex Enel Servizio Elettrico): inserite nel riquadro verde le date di inizio e fine del periodo fatturato e i consumi nelle due fasce orarie, che trovate nella sezione “Consumo fatturato” in alto nella seconda pagina della vostra bolletta.

Poi premete il tasto corrispondente al vostro tipo di contratto, residente o non residente, e avrete subito il totale da pagare, la sintesi degli importi fatturati e il dettaglio fiscale, ossia i dati visibili nella prima pagina della vostra bolletta, seguiti dal dettaglio delle singole voci, che invece di norma non figura in bolletta ma è fornito solo su richiesta dell’utente.

Consumo fatturato
dal        al
 
ORE PIENE (F1)
 
ORE VUOTE (F23)
 
Totale energia
attiva kWh ……………………
 
Totale bolletta:
 
SINTESI DEGLI IMPORTI FATTURATI
Spesa per la materia energia (A)
 
Spesa per il trasporto e la gestione del contatore (A)
 
Spesa per oneri di sistema (A)
 
Totale imposte e IVA (B)
 
DETTAGLIO FISCALE
Totale spesa energia/trasporto/oneri di sistema (A)
 
Totale Imposte e IVA (B)
Accisa su kWh   a 0,022700 €/kWh
 
Importo IVA 10% (su imponibile di euro  )
 
TOTALE DELLA BOLLETTA (CON RISERVA DI CONGUAGLIO)
 
DETTAGLIO IMPORTI BOLLETTA
SPESA PER LA MATERIA ENERGIA
Unità di misura
Prezzi unitari
Quantità
Totale euro
QUOTA FISSA
 
QUOTA ENERGIA
ENERGIA
 
 
COMPONENTE DI DISPACCIAMENTO (parte variabile)
 
TOTALE SPESA PER LA MATERIA ENERGIA
 
 
SPESA PER IL TRASPORTO E LA GESTIONE DEI CONTATORE
Unità di misura
Prezzi unitari
Quantità
Totale euro
QUOTA FISSA
 
QUOTA POTENZA
 
QUOTA ENERGIA
 
TOTALE SPESA PER IL TRASPORTO E LA GESTIONE DEL CONTATORE
 
 
SPESA PER ONERI DI SISTEMA
Unità di misura
Prezzi unitari
Quantità
Totale euro
QUOTA FISSA
 
QUOTA ENERGIA
 
TOTALE SPESA PER ONERI DI SISTEMA
 
 
IMPOSTE ED IVA
Unità di misura
Prezzi unitari
Quantità
Totale euro
ACCISA SULL’ENERGIA ELETTRICA
 
IVA 10% (SU IMPONIBILE DI EURO  )
 
TOTALE IMPOSTE ED IVA
 
 
TOTALE BOLLETTA
 
 
 

Potete così controllare se le cifre calcolate corrispondono a quelle che vi trovate in bolletta (sono possibili lievi differenze dovute agli arrotondamenti, nell’ordine di centesimi e comunque mai superiori all’1% al massimo), o se c’è qualcosa che non va e merita di essere approfondito.

Se invece notate che i valori del calcolatore differiscono in modo significativo rispetto a quelli riportati nella vostra bolletta reale, consigliamo di controllare prima di tutto che il vostro contratto sia effettivamente in regime di maggior tutela e non di mercato libero (generalmente è indicato in alto nella prima pagina della bolletta), poi che la tariffa riportata in bolletta corrisponda effettivamente al tipo di utenza selezionata nel simulatore (Residente o Non Residente con 3 kW di potenza impegnata), e infine verificare l’eventuale presenza della voce “Altre partite” nella sintesi degli importi fatturati o di eventuali ricalcoli nella seconda pagina.

Nel caso in cui la vostra bolletta reale presentasse ancora differenze di rilievo rispetto a quella calcolata dal simulatore, lasciate pure una segnalazione nei commenti qui sotto, cercheremo per quanto possibile di approfondirne le ragioni.

Bolletta

Calcolatore di bollette in Maggior Tutela (Servizio Elettrico Nazionale)
[Per le bollette di Mercato Libero usare invece il Confronta Bollette]

Riquadro consumo fatturato in bolletta enel

Con questo simulatore potete controllare le vostre bollette del Servizio Elettrico Nazionale (ex Enel Servizio Elettrico): inserite nel riquadro verde le date di inizio e fine del periodo fatturato e i consumi nelle due fasce orarie, che trovate nella sezione “Consumo fatturato” in alto nella seconda pagina della vostra bolletta.

Poi premete il tasto corrispondente al vostro tipo di contratto, residente o non residente, e avrete subito il totale da pagare, la sintesi degli importi fatturati e il dettaglio fiscale, ossia i dati visibili nella prima pagina della vostra bolletta, seguiti dal dettaglio delle singole voci, che invece di norma non figura in bolletta ma è fornito solo su richiesta dell’utente.

Consumo fatturato
dal        al
 
ORE PIENE (F1)
 
ORE VUOTE (F23)
 
Totale energia
attiva kWh ……………………
 
Totale bolletta:
 
SINTESI DEGLI IMPORTI FATTURATI
Spesa per la materia energia (A)
 
Spesa per il trasporto e la gestione del contatore (A)
 
Spesa per oneri di sistema (A)
 
Totale imposte e IVA (B)
 
DETTAGLIO FISCALE
Totale spesa energia/trasporto/oneri di sistema (A)
 
Totale Imposte e IVA (B)
Accisa su kWh   a 0,022700 €/kWh
 
Importo IVA 10% (su imponibile di euro  )
 
TOTALE DELLA BOLLETTA (CON RISERVA DI CONGUAGLIO)
 
DETTAGLIO IMPORTI BOLLETTA
SPESA PER LA MATERIA ENERGIA
Unità di misura
Prezzi unitari
Quantità
Totale euro
QUOTA FISSA
 
QUOTA ENERGIA
ENERGIA
 
 
COMPONENTE DI DISPACCIAMENTO (parte variabile)
 
TOTALE SPESA PER LA MATERIA ENERGIA
 
 
SPESA PER IL TRASPORTO E LA GESTIONE DEI CONTATORE
Unità di misura
Prezzi unitari
Quantità
Totale euro
QUOTA FISSA
 
QUOTA POTENZA
 
QUOTA ENERGIA
 
TOTALE SPESA PER IL TRASPORTO E LA GESTIONE DEL CONTATORE
 
 
SPESA PER ONERI DI SISTEMA
Unità di misura
Prezzi unitari
Quantità
Totale euro
QUOTA FISSA
 
QUOTA ENERGIA
 
TOTALE SPESA PER ONERI DI SISTEMA
 
 
IMPOSTE ED IVA
Unità di misura
Prezzi unitari
Quantità
Totale euro
ACCISA SULL’ENERGIA ELETTRICA
 
IVA 10% (SU IMPONIBILE DI EURO  )
 
TOTALE IMPOSTE ED IVA
 
 
TOTALE BOLLETTA
 
 
 

Potete così controllare se le cifre calcolate corrispondono a quelle che vi trovate in bolletta (sono possibili lievi differenze dovute agli arrotondamenti, nell’ordine di centesimi e comunque mai superiori all’1% al massimo), o se c’è qualcosa che non va e merita di essere approfondito.

Se invece notate che i valori del calcolatore differiscono in modo significativo rispetto a quelli riportati nella vostra bolletta reale, consigliamo di controllare prima di tutto che il vostro contratto sia effettivamente in regime di maggior tutela e non di mercato libero (generalmente è indicato in alto nella prima pagina della bolletta), poi che la tariffa riportata in bolletta corrisponda effettivamente al tipo di utenza selezionata nel simulatore (Residente o Non Residente con 3 kW di potenza impegnata), e infine verificare l’eventuale presenza della voce “Altre partite” nella sintesi degli importi fatturati o di eventuali ricalcoli nella seconda pagina.

Nel caso in cui la vostra bolletta reale presentasse ancora differenze di rilievo rispetto a quella calcolata dal simulatore, lasciate pure una segnalazione nei commenti qui sotto, cercheremo per quanto possibile di approfondirne le ragioni.