Oneri di Sistema nella bolletta Enel Elettricità

Per informazioni più specifiche sulla quota fissa di 135€/anno (11,25€ mensili, 22,50€ in bolletta) introdotta nel 2017 a carico degli utenti domestici non residenti, consultare: Bolletta non residente 2017: quanto aumenta realmente.

La voce "Spesa per Oneri di Sistema" è la terza delle tre voci di spesa principali, dopo Spesa per la Materia Energia e Spesa per il Trasporto e la Gestione del Contatore, che siamo ormai abituati a trovare nella prima pagina della bolletta Enel per l'elettricità (nella versione 2.0 utilizzata a partire dal 1 Gennaio 2016).

Poichè rappresenta una parte consistente del totale in bolletta, è naturale per l'utente chiedersi cosa vuol dire Oneri di Sistema, cosa significa in concreto questa voce, quanto e come incide sul totale da pagare, a che tipo di costi si riferisce e in definitiva dove vanno a finire i soldi pagati. Cercheremo di rispondere a queste domande nel modo più chiaro possibile (in caso di dubbi, osservazioni o domande, lasciate pure un commento in fondo all'articolo, saremo lieti di approfondire).

Prima di tutto è bene sapere che i costi degli Oneri di Sistema sono stabiliti con cadenza trimestrale dall'Autorità per l'Energia e valgono sia per gli utenti in regime di maggior tutela che per quelli sul mercato libero. Non rientrano quindi nella discrezionalità riservata al mercato libero e a parità di condizioni e consumi dovrebbero risultare uguali nelle diverse bollette.

Detto questo, vediamo quanto incide la spesa per oneri di sistema sul totale della bolletta per l'energia elettrica. Nel caso tipico dell'utente domestico residente in regime di maggior tutela, che consuma circa 450 kWh al bimestre e paga una bolletta intorno agli 80€ - 85€, la spesa per oneri di sistema ammonta a circa 17€ - 18€ più Iva, e incide quindi per una percentuale di circa il 22% del totale, poco meno di un quarto.

L'utente domestico non residente, per lo stesso consumo bimestrale di 450 kWh paga invece un totale in bolletta di 115€ - 120€, di cui circa 40€ (più iva) per gli oneri di sistema, che incidono così per una quota ben superiore, intorno al 38%, oltre un terzo del totale da pagare.

Questa differenza dipende dal fatto che a partire dal 2017 gli utenti domestici non residenti pagano una quota fissa per Oneri di Sistema di 135€ all'anno (di cui abbiamo parlato specificamente nell'articolo Tariffe 2017: novità nei prezzi per uso non residente), che invece non è prevista per gli utenti residenti. A parità di consumi, gli Oneri di Sistema degli utenti non residenti sono quindi più cari di 11,25€ (più Iva) per ogni mese fatturato, rispetto all'equivalente bolletta dell'utente residente.

Gli introiti derivati dalla quota fissa di 135€ a carico dei soli utenti non residenti sono interamente destinati ai cosiddetti "Incentivi alle fonti rinnovabili e assimilate". Chiariremo più avanti le varie destinazioni delle somme pagate per gli Oneri di Sistema ma per chi ama andare subito al nocciolo della questione possiamo anticipare che la maggior parte dell'importo di questa voce (oltre il 75%) va proprio a sovvenzionare le fonti di energia rinnovabili, principalmente il fotovoltaico.

Percentuali minori vanno poi all'industria e allo smaltimento del vecchio nucleare, fino agli aiuti per gli utenti disagiati, secondo criteri che sembrano avvicinarsi più alla logica di un'imposizione fiscale piuttosto che a veri costi d'impresa, come si vedrà.

Comunque non sono costi nuovi: fino al 2015 i costi inclusi in questa voce rientravano nella voce più generale "Spesa per Servizi di Rete", che con la Bolletta 2.0 in vigore dal 1 Gennaio 2016 è stata scorporata nelle due voci "Spesa per Oneri di Sistema", in esame qui, e "Spesa per il trasporto e la gestione del contatore" di cui abbiamo parlato nell'articolo Trasporto e gestione del contatore nella bolletta elettrica).

Perciò, anche se la voce Oneri di Sistema è relativamente nuova perchè compare in bolletta solo dal 2016, in realtà le componenti di costo che rappresenta c'erano anche prima, aggregate sotto la voce Servizi di Rete, e lo stesso discorso vale per la voce Trasporto e la gestione del contatore: queste voci non rappresentano costi nuovi ma semplicemente nuove denominazioni di costi che fino al 2015 rientravano sotto un'altra voce. Crediamo opportuno precisarlo perchè alcuni utenti si sono mostrati disorientati e a volte anche irritati per la presenza in bolletta di due nuove voci non immediatamente decifrabili che spesso rappresentano insieme oltre metà del totale, ma si tratta solo di una nuova aggregazione delle stesse componenti di costo che c'erano anche prima come Servizi di Rete.

Ecco in dettaglio le singole componenti di costo che sommate tra loro vanno a costituire l'importo della voce "Spesa per Oneri di Sistema", con le rispettive percentuali calcolate in base ai prezzi per kWh del primo Trimestre 2017 (nello scaglione superiore). Sono in numero di nove:

  • 77,0% Incentivi alle fonti rinnovabili e assimilate (componente A3)
  • 12,5% Agevolazioni alle industrie manifatturiere ad alto consumo di energia (Ae)
  • 4,1% Promozione dell'efficienza energetica negli usi finali (UC7)
  • 2,7% Oneri Nucleari (Decommissioning nucleare) (A2)
  • 1% Compensazioni per le imprese elettriche minori (UC4)
  • 1% Sostegno alla ricerca di sistema (A5)
  • 0,8% Agevolazioni tariffarie riconosciute per il settore ferroviario (A4)
  • 0,6% Oneri per il bonus elettrico (As)
  • 0,3% Compensazioni territoriali agli enti locali che ospitano impianti nucleari (MCT)

Esaminiamo le più importanti in ordine di grandezza, a partire dalla componente A3 (Incentivi alle fonti rinnovabili e assimilate) che fa la parte del leone in quanto assorbe il 77% del totale, vale a dire che per ogni ogni euro pagato per oneri di sistema, 77 centesimi sono destinati a incentivi per le fonti rinnovabili e assimilate.

La componente A3 è descritta in questi termini dall'Autorità per l'Energia:

....finanzia sia l'incentivazione del fotovoltaico sia il sistema del Cip 6, che incentiva le fonti rinnovabili e assimilate (impianti alimentati da combustibili fossili e da combustibili di processo quali scarti di raffineria etc.

Scopriamo così che la parola "assimilate" nell'espressione Incentivi alle fonti rinnovabili e assimilate, si riferisce anche alle centrali a carbone e agli inceneritori di rifiuti, come stabilito appunto dal Cip 6, una delibera del Comitato Interministeriale Prezzi del 1992.

La seconda in ordine di grandezza è la componente Ae (Agevolazioni alle industrie manifatturiere ad alto consumo di energia), che preleva altri 12 centesimi e mezzo dal nostro euro pagato per oneri di sistema. Si tratta di una novità del 2017, perchè nel 2016 la somma destinata a tale componente era pari a zero.

Comunque, la componente Ae (Agevolazioni alle industrie manifatturiere ad alto consumo di energia) è destinata:

....a finanziare le agevolazioni alle imprese manifatturiere con elevati consumi di energia elettrica prevista dall'art. 39 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83.

In pratica rappresenta un contributo offerto alle industrie che consumano più energia elettrica.

Segue a distanza la componente UC7 (Promozione dell'efficienza energetica negli usi finali), che assorbe altri 4,1 centesimi ed è destinata:

....alla copertura degli oneri derivanti da misure ed interventi per la promozione dell'efficienza energetica negli usi finali....

Chi fosse interessato ad approfondire il significato delle singole componenti può trovare le rispettive definizioni complete sul sito dell'Autorità per l'Energia alla pagina Gli oneri generali di sistema, qui tratteremo ancora la quarta voce in ordine di grandezza, ossia la componente A2 (Decommissioning nucleare, ovvero Oneri Nucleari), che assorbe il 2,7% degli Oneri di sistema, destinata

....alla copertura dei costi per lo smantellamento delle centrali nucleari dismesse (Latina, Caorso, Trino Vercellese, Garigliano), alla chiusura del ciclo del combustibile nucleare e alle attività connesse e conseguenti, svolte dalla società Sogin. Secondo quanto previsto dalle leggi finanziarie 2005 e 2006, una parte del gettito della componente A2, pari a circa 100 milioni l'anno, viene destinato al bilancio dello Stato.

Il fatto che questa componente sia almeno in parte destinata al bilancio dello Stato potrebbe suggerire che si tratti in realtà di una tassa, e a pensarci bene si potrebbe sollevare lo stesso dubbio sulla vera natura dell'intera voce "Oneri di Sistema".

In effetti, le componenti della voce Oneri di Sistema non sembrano rispondere a costi direttamente legati alla produzione o al trasporto dell'energia che arriva nelle nostre case, ma ad altri principi ed esigenze di valore più generale che attengono allo sviluppo e al benessere sociale, come dimostra in particolare il cosiddetto Bonus elettrico destinato ai clienti domestici in stato di disagio fisico o economico (la componente As, a cui va appena lo 0,6%, neppure un centesimo del nostro euro).

In sintesi, mentre le voci di spesa "Materia Energia" e "Trasporto e Gestione del Contatore" si riferiscono a costi sostenuti necessariamente per consentire l'erogazione del servizio, quel genere di costi che qualsiasi impresa commerciale dovrebbe comunque imputare al cliente finale se non vuole andare in perdita, la voce Oneri di Sistema aggrega costi di natura diversa, più simili a imposte vere e proprie in quanto destinati ad attività che non sono collegate direttamente al servizio fornito al cliente ma rivolte piuttosto all'interesse generale della collettività (o almeno si spera).

Commenti

Che bella notizia che mi da , ho letto l'intervento e guardato la bolletta :) a questo punto credo proprio che sottoscriverò il contratto , anche perché ho scaricato il foglio con le condizioni contrattuali e questo paragrafo credo che non lasci spazio a dubbi - "L’offerta prevede un prezzo unico dell’energia elettrica monorario, cioè uguale per tutte le ore e tutti i giorni, fisso e pari a: 0,07106 € /kWh (il “Prezzo Luce”). Il Prezzo Luce
include tutte le voci presenti nella Componente Materia Energia come definita dall’ARERA, tra cui la componente energia, il dispacciamento, le perdite di rete, gli oneri di
commercializzazione ed eventuali oneri accessori di volta in volta stabiliti sempre dall’ARERA" -

C'è anche Green Network con un'offerta molto simile , ma il prezzo basso è raggiunto tramite uno sconto annuo di 60€ che vengono corrisposti in bolletta in 3 trance (primo mese 10€ , al 6° mese 20€ , ultimo mese 30€) ed onestamente questo escamotage non mi piace perché ti forza a pagare di più i primi mesi e restare con loro fino a fine anno , altrimenti ciao convenienza.

Detto questo non mi resta che ringraziarla infinitamente , continuerò a seguire il vostro sito perché lo trovo ben fatto , ricco di informazioni utili per noi consumatori e soprattutto seguito da persone gentili e competenti come lei .

Un saluto

Grazie e sì, il paragrafo chiave da controllare con attenzione è proprio quello, che in questo caso non lascia dubbi, l'avevo già commentato e comparato con altro equivalente in questa risposta dello stesso periodo.

Ho provato il simulatore che ha linkato ma riguarda le utenze domestiche (offertacasa) residenti e non, mentre la sua è un'utenza non domestica.

L'offerta applicabile alle utenze "altri usi" è invece l'offertabusiness, qui c'è il simulatore offertabusiness Sorgenia, ho provato a inserire 1 kWh di consumo annuo e restituisce un preventivo di 7 € al mese (sette): sarebbe una meraviglia ma non per fare il guastafeste ci credo poco: tendo a pensare a un errore del software, anche perchè nella finestra che si apre cliccando su "Come è stato calcolata la tua offerta?" non figurano le spese di trasporto e gestione del contatore, e qualcuno dovrà pur pagarle.

Il consiglio a questo punto sarebbe di contattare il servizio clienti, al numero verde o in chat, e chiedere chiarimenti sul punto spiegando le caratteristiche della sua utenza, ormai ha una discreta competenza sulle tariffe, può fare domande molto precise e valutare subito se le risposte sono adeguate o no.

Se possibile ci faccia poi sapere.

Avevo visto anche io il simulatore business ma non l'ho preso in considerazione perché provando ad attivare il contratto dopo la simulazione chiede esplicitamente partita iva e se si è liberi professionisti o azienda , quindi giusta o sbagliata che sia non potrei attivarla. Facendo la simulazione lato privato e scegliendo "non residenti" l'i come avevamo detto l'importo per 0KWh è 16€ mese. Se da li proseguo con l'attivazione online , mi chiede i dati anagrafici , il codice POD e subito dopo c'è una tendina dove poter scegliere : "uso domestico" o "altri usi" . Io credo sia tutto in regola

Già, a quanto pare hanno diviso tra aziende e privati e assimilato i contratti "Altri Usi" per privati ai contratti "Clienti Domestici".

A me pare improprio, perchè la definizione di "utenze domestiche in bassa tensione" all'art. 2.2 comma a) del Testo integrato TIT non lascia dubbi: la sua non è un'utenza domestica, come risulta anche da questa definizione di Domestico Residente/Non Residente tratta sempre dal sito dell'Autorità per l'Energia (dato che POD e contatore sono diversi da quelli dell'abitazione). E comunque in generale le utenze Altri usi si chiamano così proprio perchè non sono Domestiche.

E mi meraviglia che il contratto sia intestato semplicemente "NEXT ENERGY/LUCE CONDIZIONI ECONOMICHE - MERCATO LIBERO- CLIENTI DOMESTICI" e non per esempio "CLIENTI DOMESTICI E ALTRI USI", anche perchè se le cose restano così alla fine avrà sottoscritto un contratto per una tipologia di utenza diversa da quella reale.

E poi anche le tariffe per oneri di sistema e trasporto sono diverse per "Clienti Domestici" o "Altri Usi", per cui non può esserci un preventivo unico valido per entrambe le tipologie.

Veda lei, io qualche chiarimento al servizio clienti lo chiederei.

Le associazioni dei consumatori hanno fatto delle azioni legali per contrastare questo iniquo aumento delle tasse.
Anora una volta in questo paese vengono favoriti i soliti furbetti che dichiarano la seconda casa come prima.
Inoltre gli aumenti sono ingiusti perchè non proporzionali ai reali consumi.

Ho una seconda casa nel mio paese di origine,per andare a visitare i parenti vivi e morti.La
bolletta elettrica ogni due mesi risulta raddoppiata rispetto all anno precedente: da 23 euro circa (i consumi sono irrisori circa 120 kw annui) a 46 . MA SE QUESTI ONERI SONO IN PRATICA DELLE IMPOSTE DECISE DALLO STATO PERCHE PAGARCI L IVA? MA non è questa una novità...vedi anche bollette gas.

non credo che avendo una casa vecchia non abitabile, senza aver consumato nessun KWh debbo pagare oneri di sistema come seconda casa

Temo che qualsiasi commento sia inutile, per fare quadrare i conti i nostri politici, tolti questi oneri, si inventerebbero altri balzelli, a meno che non li stiano già pensando.
La marea di burocrati esistente si sta affinando nella ricerca infatti negli ultimi anni, nelle fatture delle utenze, questi costi sono lievitati.
Chi consuma poco paga di piu', in poche parole e' stata messa una tassa sulla utenza e non sui consumi: Una seconda IMU camuffata.

vista la finalita' della tassa di sistema, per quale motivo devono pagarla solo i non residenti?? as
per quale motivo si applica l'iva su una tassa? sara' poco, ma non e' corretto
La tassa di sistema puo' essere ritoccata in meno dalla concorrenza?? per accattivarsi clienti

vorrei capire come mai nel pagare gli oneri di sistema che sono delle tasse si paga l'iva che di per se e anche una tassa cioè si paga la tassa sulla tassa? Forse siamo l'unico paese al mondo che facciamo questi calcoli.
Vergogna

Salve vorrei sapere se gli oneri di sistema variano in base al consumo di ogni bimestre o se ci sono altri parametri che possono variare l'importo totale da pagare!

Casa di campagna chiusa e contatore staccato, ricevo bollette di 47 e rotti euro a bimestre dovuti a questi cosiddetti oneri fissi non residenti, da settembre spostero' la residenza li' ma il risultato cambiera' di poco visto che mi addebiteranno 10 e rotti euro mese fissi ed in piu' la quota oneri fissi al kw/h consumato.Peggio sarebbe se decidessi di aprire un'azienda agricola e cambiare l'utenza in non domestica (sarebbe un massacro) quindi la soluzione (purtroppo per chi puo') e' staccarsi passare al solare con batterie , chiudere ogni partita iva e vendere i propi prodotti al nero per evitare che qualsiasi magnaccia ci sfrutti stando con il culo su una sedia al calduccio.

Ho un deposito attrezzi agricoli in campagna che è accatastato con la categoria C2 (magazzini e locali di deposito) al momento del contratto per la fornitura di energia elettrica per la potenza di 3KW il fornitore ha classificato la fornitura " domestica non residente" e così fino ad oggi.
Poichè dal 1.1.2017 l'importo dei nuovi oneri di sistema hanno comporato un raddoppio della mia bolletta, vorrei modificare il mio contratto.
Innanzitutto vorrei cambiare la tipologia dell'utenza da "Domestica non residente" a "Utenza non domestica" trattandosi di deposito atterzzi agricol;
Poi, vorrei ridurre la potenza impegnata da 3KW a 1,5 KW in maniera da essere esonerato dal pagamento degli "Oneri di sistema".
L'operazione così come su descritta sarà alla fine conveniente per me? Come devo procedere?
Ringrazio per la cortese attenzione e porgo cordiali saluti.

Buongiorno, apparentemente sembrerebbe la strada giusta, infatti le utenze "non domestiche" con potenza impegnata non superiore a 1,5 kW non pagano la quota fissa di 135 € all'anno sulla componente A3 degli oneri di sistema (gli oneri di sistema li pagano tutti ma in questo caso verrebbe meno la quota fissa di 135 € che grava invece sulle utenze domestiche non residenti).

Purtroppo le cose non sono così semplici, perchè le utenze non domestiche pagano una quota fissa maggiore sulla parte energia e sulla voce trasporto e gestione del contatore, per cui alla fine il risparmio totale sulle quote fisse si riduce di molto e rischia di essere assorbito dal maggior costo dei kWh (e della variazione).

Per i conti esatti può scaricare le due tabelle "Clienti Domestici" e "Clienti non domestici" con le tariffe del trimestre luglio-settembre 2017 che trova a questa pagina del sito dell'Autorità per l'Energia: Condizioni economiche per i clienti del mercato tutelato e confrontare il primo riquadro della tabella "Clienti non domestici" [A) Utenze con potenza disponibile fino a 16,5 kW)  - per potenze impegnate inferiori o uguali a 1.5 kW] col secondo riquadro della tabella  "Clienti Domestici"  [B) Abitazioni diverse dalla residenza anagrafica].

Seguendo le Vs indicazioni ho fatto il raffronto tra le due opzioni (utenza non domestica con potenza fino a 1,5KW e utenza domestica non residente) con i valori in vigore dal 1 luglio 2017. Il risparmio ammonterebbe a circa 40 Euro annui (solo sulle quore fisse). E' esatto il mio calcolo o necessita di correzioni?
Grazie per le indicazioni e colgo l'occasione per complimentarmi con tutti voi per la Vs. competenza e per la sollecitudine con cui date riscontro alle questioni che vi vengono proposte.

UTENZA NON DOMESTICA 1,5 DOM NON RES.
POTENZA FINO A KW 1,5
QUOTA FISSA ANNUA 114,00 42,95
Trasp.e gestione contatore 25,34 18,96
QUOTA POTENZA 30,07 21,68
ONERI DI SISTEMA 0,00 127,41
TOTALI 169,41 211,00 DIFFERENZA = 41,59

La quota potenza è espressa in euro/kW/anno, perciò il valore in tabella va moltiplicato per 1,5 (per una potenza massima impegnata di 1,5 kW), con questa lieve correzione il risparmio totale sulle quote fisse si riduce a circa 37 euro, il resto sembra ok.

Non è il risparmio di 135 euro ma è sempre un risparmio di 37 euro sulle quote fisse, a cui va sommata l'Iva al 10% per cento, se non la scarica. A tale proposito, consigliamo di verificare bene se la sua utenza può rientrare negli usi non domestici che pagano l'Iva al 10%, elencati nella tabella scaricabile da questa pagina del sito dell'Autorità per l'Energia: Imposte sull'energia elettrica (vale a dire "Per uso di imprese estrattive, agricole e manifatturiere comprese le poligrafie, editoriali e simili, funzionamento degli impianti irrigui e di sollevamento e scolo delle acque da parte di Consorzi di bonifica e Consorzi di irrigazione"), perchè in caso contrario ricade nella categoria "Altre attività", che paga l'Iva al 22% e se non ha modo di scaricarla rischia alla fine di pagare di più invece di risparmiare. Per maggior sicurezza consigliamo di chiedere conferma al servizio clienti.

Comunque, se l'Iva non è un problema e i consumi sono sostanzialmente irrilevanti, può valere la pena fare la variazione (che di solito ha un costo, chiederei anche questo al servizio clienti) anche per essere in regola, dato che effettivamente non si tratta di un'utenza domestica.

Sulla reale convenienza anche per il futuro, un consiglio netto non ce la sentiamo di darlo, perchè le tariffe possono variare molto da un anno all'altro (come si è visto quest'anno con i 135 euro sulle utenze domestiche non residenti) e con la prossima scomparsa del servizio di maggior tutela è ancora più difficile fare previsioni attendibili sui futuri prezzi.

Vorrei sapere, al fine di non pagare gli oneri di sistema, con potenza impegnata di 1,5 Kw, cosa vuol dire "uso non domestico non residente", quali sono per esempio i casi e come ottenerli eventualmente, basterebbe una dichiarazione al fornitore? inoltre ci sono fornitori di energia elettrica del mercato libero, tipo e/o Green network, che potrebbero non farti pagare gli oneri di sistema. Grazie

Buongiorno, partendo dall'ultima domanda la risposta è no: gli oneri di sistema vanno pagati comunque e nella stessa misura con qualsiasi fornitore di energia. Chi sostiene di poter fare condizioni speciali anche su oneri di sistema e/o spese di trasporto, semplicemente dice il falso. So che lo fanno, perchè non molto tempo fa mi ha telefonato un venditore (di un gestore piuttosto noto che comunque non era Green Network, almeno in questo caso) che diceva di poter dimezzare le spese di trasporto e che ha voluto ricalcolare la mia bolletta arrivando a garantire un risparmio notevole. Ho poi controllato le condizioni vere dell'offerta sul loro sito e se avessi accettato mi sarei ritrovato con una bolletta ancora più cara, fate attenzione alle proposte telefoniche e ricordate che la discrezionalità del gestore si applica solo alla voce "Spesa per la materia energia".

Per quanto riguarda l'espressione "uso non domestico non residente", sembra ridondante e può essere fonte di confusione: dovrebbe bastare "uso non domestico", ossia non di abitazione, che quindi a maggior ragione non può essere residente.

Effettivamente, se la fornitura è destinata a un uso diverso dall'abitazione, come potrebbe essere per esempio una serra o un magazzino, si applicano le tariffe per uso "non domestico", che per una potenza massima impegnata "non superiore a 1,5 kW" non prevedono la quota fissa di 135 euro/anno per oneri di sistema.

Se è il suo caso, può contattare il servizio clienti e chiedere qual è la documentazione necessaria per la variazione, in genere dovrebbe bastare l'autocertificazione.

In ogni caso, l'uso "non domestico" non va confuso, come spesso accade, con l'uso "domestico non residente", sono due cose completamente diverse, per maggiori dettagli vedere anche le risposte a questo precedente commento.

consumo bimestre aprile maggio 2017 Kw/h = 24
Spesa energia € 10.42
Spesa trasporto e gestione contatore € 14.24
Spesa oneri di sistema € 21.99
Totale imposte e IVA € 5.39
TOTALE BOLLETTA € 52.04
SARA' NORMALE TUTTO CIO'?

Mi associo ai commenti precedenti, poiché ritengo che addebitare sulle bollette dell'energia elettrica tasse che non hanno nessuna attinenza con le bollette stesse, sia semplicemente un sistema di fare cassa. Complimenti all'Autorità dell'Energia.

Utilizzo una seconda casa solo pochi mesi all'anno, per cui ho provveduto a chiudere il contratto con Servizio Elettrico Nazionale (ex Enel) Servizio di maggior tutela con un costo di 23 euro. Per il riallaccio dovrebbero essere circa 85 euro. Mi interesserebbe sapere se questi due costi sono fissi e valgono per tutti gli operatori o, quando sarà il momento, potrei trovare fornitori che applicano importi più bassi? Il consumo poi in kWh è minimo e quindi le eventuali differenze sui costi di energia sarebbero ininfluenti.

L'unica voce lasciata alla discrezionalità del gestore è la "Spesa per la materia energia", i costi delle altre voci in bolletta, "Trasporto e gestione del contatore" e "Oneri di sistema", stabiliti trimestralmente dall'autorità per l'energia, sono gli stessi per tutti gli operatori in maggior tutela o sul mercato libero, che non li incamerano ma li girano subito al distributore o agli enti preposti.

Pertanto sembra improbabile che qualche gestore possa applicare importi più bassi, in assenza di consumi.

Anche per quanto riguarda il riallaccio, si tratta di costi destinati al distributore che dovrebbero essere sostanzialmente uguali per tutti.

Ho notato che l'unità di misura di questa voce in bolletta è euro/cliente/mese. Quindi se uno ha intestato con lo stesso operatore più di una utenza non residente deve pagare i 135 euro/anno una volta sola?

No, probabilmente si tratta semplicemente di una dicitura imprecisa, dove l'unità di misura dovrebbe essere piuttosto euro/utenza/mese.

Per sicurezza ho verificato la tabella allegata alla Delibera Aeegsi del 29 dicembre 2016, che fissa appunto le componenti tariffarie per il 2017, e in effetti alla lett. a si legge "Utenze domestiche in bassa tensione .... di cui: per applicazioni diverse da quelle relative alla residenza anagrafica del cliente." mentre la cifra annuale da pagare (qui indicata come 13.500,00 centesimi) compare nella colonna intestata "centesimi di euro/punto di prelievo per anno". Come si vede, qui la parola cliente non compare neppure, è usata sempre "utenza" o "punto di prelievo".

Trattandosi del documento che rappresenta la fonte ufficiale della normativa, non sembra esserci spazio a dubbi: i 135 euro sono dovuti per ogni utenza o punto di prelievo non residente, anche se fanno capo allo stesso cliente.

Non ho parole per definire questa gabella favore di privati, perché secondo me di questo si tratta: in sostanza serve per fare si che gli eventuali gestori privati non ci rimettano con le utenze con bassi consumi.
Poiché considero anticostituzionale e discriminatorio gravare il cittadino con spese legate alla residenza, propongo di fare una class action contro questa norma e anche contro tutte le norme che discriminano il cittadino solo in base alla residenza o meno in un comune. Per chi non lo ricordasse l'articolo 53 della costituzione recita così: Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.Ed aggiunge: Il sistema tributario è informato a criteri di progressività. Progressività quindi, non residenza.

che schifo se hai una seconda casa e' meglio comperare un generatore forse se non la usi molto spendi meno
e non gli dai il gusto di rapinarti.porci!!!!!!

purtroppo investire i pochi risparmi in mattoni non conviene piu'.ho una piccola casetta in collina e sto pensando
di comperarmi un generatore di corrente,forse alla fine spendo meno.con tutte le tasse che mettono sulla seconda
casa in pochi anni te la mangiano.che schifo!!!!!!

La spesa per oneri del Sistema , su bolletta di non residente, è un furto legalizzato. E mai possibile che da gennaio 2017 la bolletta è il doppio ? Sono più le spese che il consumo di energia. Pazzesco......

Ho un monolocale di 30 mq come seconda casa in montagna, bolletta ENEL Gen-Feb 2017 € 47,92- consumo Kw 0. Lo scorso anno stesso periodo € 22,97- consumo Kw 0. La ragione è dovuta agli Oneri di Sistema introdotti da Gennaio 2017. A me sembrava già alta la bolletta dello scorso anno ora mi sembra veramente un furto. Il mese scorso ho protestato con l’Enel e mi hanno detto che se volevo potevo chiudere il contratto con loro e cercare un altro operatore, ma non so quante società x l’energia elettrica sarebbero interessate a contratti con privati con consumi bassi. Questi Oneri di Sistema sono solo ENEL o li applicano tutti gli operatori elettrici? Qualcuno mi sa dare la risposta? Certo bisognerebbe coinvolgere qualche associazione di consumatori x protestare contro queste ingiustizie perchè vengono penalizzati e in un certo modo anche ricattati, proprio gli utenti che per varie ragioni consumano poca energia.
Ci sarebbe anche da protestare con quei comuni che fanno pagare la TARI (tassa smaltimento rifiuti urbani) più alta proprio ai proprietari di case vacanze, che utilizzano un servizio solo per periodi limitati, mentre per le prime case tengono tariffe molto più basse, anche se proprio i residenti sono quelli che ne usufruiscono maggiormente. Ci vorrebbe una legge nazionale omogenea per non lasciare ai comuni la possibilità di fare cassa a loro piacimento. Poi ovviamente chi ha una seconda casa paga già una TARI e per tutto l’anno nel comune dove è residente

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