Sintesi degli importi fatturati nella bolletta dell'elettricità

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Bolletta elettrica Enel: sintesi degli importi fatturatiIl riquadro più importante della bolletta di Enel Servizio Elettrico, e anche quello che si nota subito in prima pagina, è certamente la cosiddetta "Sintesi degli Importi Fatturati", dove l'importo totale da pagare appare suddiviso nelle quattro voci di spesa fondamentali: "Spesa per la materia energia", "Spesa per il trasporto e la gestione del contatore", "Oneri di Sistema" e "Totale imposte".

Una suddivisione stabilita dall'Autorità per l'Energia con Delibera del 30 Aprile 2015, dove tra l'altro si legge che "...l’Autorità con la Bolletta 2.0 ha approvato i nuovi criteri per la trasparenza delle bollette... ...con l’obiettivo principale di razionalizzare e semplificare le informazioni contenute nelle bollette".

Cerchiamo quindi di capire in che modo le diverse voci di spesa presenti nella;"Sintesi degli Importi Fatturati" possono rappresentare una forma razionale e semplice di presentare le informazioni in bolletta.

Per quanto riguarda l'ultima voce "Totale imposte" non ci sono dubbi, tutti sappiamo cosa sono le imposte e siamo anche abituati a vedere l'Iva separata dagli altri prezzi nelle fatture commerciali, qui oltre all'Iva al 10% è inclusa anche l'Accisa (e l'Iva sull'Accisa), calcolata con un meccanismo complicato che approfondiremo altrove, comunque il riquadro sottostante "Dettaglio fiscale" fornisce ulteriori informazioni.

Le prime tre voci "Spesa per la materia energia", "Spesa per il trasporto e la gestione del contatore" e "Oneri di Sistema" mostrano invece una suddivisione che non siamo abituati a trovare in una fattura. Se compriamo un frigorifero, per dire, troviamo in fattura il prezzo dell'articolo e l'Iva ma non ci aspettiamo anche una suddivisione del prezzo tra costi per la materia prima, per le spese generali o simili. Di norma, al cliente interessa solo il prezzo unitario di ciò che acquista, la ripartizione dei costi sottostanti è considerata in genere una questione che riguarda solo chi vende.

Al massimo, possiamo trovare in fattura le spese di spedizione, e questo ci riporta alla voce "Spesa per il trasporto e la gestione del contatore", che in qualche modo corrisponde alle spese di spedizione dell'energia elettrica dalla sede dove viene prodotta (la centrale idroelettrica o altro luogo di produzione) fino al nostro domicilio, anzi fino ai due cavetti che escono dal contatore, dato che la gestione del contatore rientra anch'essa in questa voce di spesa.

Semplificando molto, le prime tre voci del riquadro Sintesi degli Importi Fatturati possono essere concepite come spese di produzione (Spesa per la materia energia), spese di spedizione (Spesa per il trasporto e la gestione del contatore) e spese generali (Oneri di Sistema).

Si tratta di una rappresentazione piuttosto grossolana che non ha nulla di tecnico, sia chiaro; per esempio la cosiddetta Materia Energia non include solo i costi di produzione ma anche le spese di commercializzazione e vendita (PCV), comunque può servire a rendere il senso generale di questa prima suddivisione.

Voci di spesa Componenti


Spesa per la
Materia Energia
PE
PD
PPE
PCV
Disp BT

 

Spesa per il trasporto
e la gestione del contatore

τ1
τ2
τ3
UC3
UC6




Oneri di sistema
UC4
UC7
MCT
A2
A3
A4
A5
AS
AE

D'altra parte, poichè queste tre voci di spesa sono a loro volta aggregazioni di altre voci, come si vede nella tabella a lato (dove PE indica per esempio il Prezzo Energia, PD il Prezzo Dispacciamento, eccetera ) per approfondire con precisione il significato di ciascuna voce di spesa sarebbe necessario esaminare come sono definite in base all'attuale normativa le unità elementari che la compongono, ossia le componenti di costo elencate nella tabella qui a lato, cosa che faremo senz'altro in dettaglio nei prossimi articoli.

Qui possiamo solo interrogarci sull'utilità di questa suddivisione in tre voci di spesa che potremmo abbreviare come Energia, Trasporto e Sistema: in che modo trovare tre importi invece di uno migliora la nostra comprensione della bolletta? Qual è il valore di questa informazione?

Possiamo individuare due profili di utilità, uno pratico e uno sociale, entrambi con qualche limite.

Sotto il profilo pratico, l'informazione sulla "Spesa per la materia energia" dovrebbe metterci teoricamente in grado di confrontare i nostri costi in bolletta con quelli sul mercato libero, dove le offerte indicano tipicamente i prezzi per kWh della sola parte energia, dato che i costi di trasporto e di sistema sono uguali per tutti. 

Se l'obiettivo di tale voce di spesa è davvero questo, non c'è alcun dubbio sulla sua utilità potenziale, che per diventare attuale richiederebbe però un contesto diverso, ossia un mercato libero dove le offerte siano realmente chiare e univoche, che non è precisamente il nostro caso, almeno in questa fase per così dire immatura. Fino a quando le offerte di energia sul mercato libero non specificheranno in modo univoco quali componenti coprono i prezzi per kWh proposti nelle loro offerte (se PE o PED, con perdite di rete o senza, etc.) l'utente non potrà mai sapere con certezza cosa sta realmente confrontando.

Sotto il profilo sociale, la "Spesa per Oneri di Sistema" riguarda una serie di costi destinati a scopi sociali ed ecologici, come il bonus elettrico (AS), gli incentivi alle fonti rinnovabili (A3), lo smaltimento del nucleare (A2) e altri, sulla cui natura ed entità sembra effettivamente giusto e opportuno che il cittadino pagante sia adeguatamente informato.

Su questo punto l'obiezione che si potrebbe fare è che un totale indistinto di tutti gli oneri di sistema appare ben poco informativo. Per esempio non tutti sanno che la maggior parte di questa spesa va a coprire gli incentivi al fotovoltaico e altre fonti di energia rinnovabili, che incidono (voce A3) per l'85% degli oneri di sistema, mentre tutte le altri componenti sommate insieme non arrivano al 15%, con il bonus elettrico nella parte di Cenerentola con appena lo 0,1%.

Il che significa che se paghiamo 20 euro di Oneri di Sistema, come nell'esempio in alto, 17 euro vanno in incentivi al fotovoltaico e altre fonti rinnovabili (A3 Componente a copertura degli incentivi alle fonti rinnovabili e assimilate), 1,5 euro circa nello smaltimento delle scorie del vecchio nucleare ormai dismesso (A2 Componente a copertura degli oneri per il decommissioning nucleare) e il restante euro e mezzo viene ripartito tra le altre sette componenti, lasciando meno di un centesimo al bonus elettrico per i soggetti disagiati (AS Componente a copertura degli oneri per il bonus elettrico).

Come si vede l'informazione generica sui 20 euro imputati a Oneri di sistema non è molto informativa sulla reale destinazione dei nostri soldi, se non accompagnata da ulteriori informazioni.

Anzi, invece di "Oneri di sistema" sarebbe probabilmente più preciso, o almeno più informativo, chiamarli "Oneri per incentivi alle fonti rinnovabili e smaltimento del nucleare", dato che le componenti A3 e A2 rappresentano oltre il 90% del totae;o meglio ancora "Oneri per incentivi al fotovoltaico e smaltimento del nucleare", visto che tra le fonti rinnovabili la maggior parte degli incentivi è destinata al fotovoltaico.

Commenti

25 marzo 2019 La vostra informativa, di cui sopra, è molto utile per la comprensione delle bollette/fatture del consumo di energia elettrica nel MERCATO LIBERO. Tuttavia, non è del tutto chiaro il significato della voce "altri importi materia energia" : vorrei sapere cosa determina l'importo di cui alla voce "altri importi materia energia", che mi vengono addebitati ad ogni bimestre, sempre e comunque, anche quando il consumo di energia è pari a zero, consumo fatturato in base alle letture reali del contatore elettronico da parte della compagnia erogatrice. Mi hanno detto che è consentita dall'Autorità di controllo per l'energia elettrica ed anche normata per le quote minime di legge, ma va considerato che ciò si traduce in un vero e proprio "Canone fisso bimestrale", da pagarsi, sempre e comunque, anche senza consumi di energia: Ritengo che sia "SCANDALOSO" gravare le fatture anche di quest COSTI FISSI! Potreste chiarire a noi consumatori cosa ha previsto ed autorizzato l'Autorità di controllo per l'energia elettrica? L'Autorità di controllo fa realmente gli interessi dei consumatori OPPURE PENSA AGLI INTERESSI DELLE COMPAGNIE CHE PRODUCONO E DISTRIBUISCONO L'ENERGIA ELETTRICA? Grazie! 25 marzo 2019. Vincenzo Turturro

Un paio d'anni fa fece una domanda simile  un utente che aveva trovato questa voce in una bolletta di Enel Energia, nel caso sia anche il suo fornitore può considerare ancora valida la stessa risposta: ALTRI IMPORTI IN MATERIA ENERGIA.

Di norma la voce "Materia Energia" include sia una quota fissa, applicata sempre anche nel caso di consumi pari a zero, che una quota legata ai consumi; se vuole saperne di più sulla natura di questa voce può fare richiesta al servizio clienti di ricevere la bolletta col dettaglio degli importi fatturati.

27 marzo 2019. In tal modo l'Autorità di controllo per l'energia ha consentito alle aziende fornitrici di energia - gestore di un servizio di fornitura di energia di riscuotere sempre e comunque "UN CANONE FISSO", anche de non forniscono nemmeno 1/2 KW/H! A danno dei consumatori! Il risultato concreto è che ogni due mesi, nonostante i consumi di energia elettrica siano pari a ZERO ASSOLUTO, grazie all'Autorità di controllo per l'energia, devo versare sempre e comunque € 52,00 cinquantadue/00 euro, IVA compresa, trattandosi di utenza non di residenza; e detta cifra moltiplicata per sei bimestri fanno una spesa pari a € 312,00 dico trecentododici/00 euro all'anno, senza consumo di energia elettrica. Questi sono il concreto risultato della apparente liberalizzazione del mercato dell'energia elettrica! Non mi sembra che possa dirsi un risultato vantaggioso per i consumatori! Deduco che la cosiddetta "liberalizzazione del mercato dell'energia" sia servita esclusivamente a far arricchire società private che spendono pochissimo per produrre l'energia elettrica, mentre non hanno speso nulla per creare la rete di distribuzione dell'energia elettrica sino alla porta delle singole utenze sparse sul territorio nazionale! Infatti, stanno utilizzando la rete di distribuzione dell'energia elettrica creata nei decenni passati dall' STATO ITALIANO CON I DANARI DEI CONSUMATORI ITALIANI, i privati cittadini, e va detto anche che creare la rete di distribuzione dell'energia elettrica su tutto il territorio nazionale, ivi comprese le zone montuose e le campagne più isolate, costituiva il costo più oneroso, per cui tale costo è stato fatto gravare esclusivamente sulle spalle dei cittadini italiani e tuttora viene fatto gravare sugli stessi! Distinti saluti. Vincenzo Turturro 27 marzo 2019.

27 marzo 2019. In tal modo l'Autorità di controllo per l'energia elettrica ha consentito alle aziende fornitrici di energia - gestori di un servizio di fornitura di energia elettrica, di riscuotere, sempre e comunque, "UN CANONE FISSO", anche se e quando non forniscono nemmeno 1/2 KW/H! A danno dei consumatori, quindi! Il risultato concreto è che ogni due mesi, nonostante i consumi di energia elettrica siano pari a ZERO ASSOLUTO, e grazie all'Autorità di controllo per l'energia, devo versare sempre e comunque € 52,00 cinquantadue/00 euro, anche quando i consumi di energia elettrica sono pari allo ZERO ASSOLUTO, IVA compresa CHE VA NELLE CASSE DELLO stato italiano, trattandosi di utenza non di residenza; e detta cifra moltiplicata per sei bimestri fanno una spesa pari a € 312,00: dico trecentododici/00 euro all'anno, senza consumo di energia elettrica. Mi SEMBRA SCANDALOSO, specialmente perchè gli organi di informazione NON PROTESTANO AFFATTO e, se del caso, cercano di minimizzare la portata di questa ingiustizia a danno degli utenti! Questi sono il concreto risultato della apparente liberalizzazione del mercato dell'energia elettrica! Non mi sembra che possa dirsi un risultato vantaggioso per i consumatori! Deduco che la cosiddetta "liberalizzazione del mercato dell'energia" sia servita esclusivamente a far arricchire società private, spesso sottocapitalizzate, vedi i loro bilanci, che spendono pochissimo per produrre l'energia elettrica, mentre non hanno speso nulla per creare la rete di distribuzione dell'energia elettrica sino alla porta delle singole utenze sparse sul territorio nazionale! Infatti, stanno utilizzando la rete di distribuzione dell'energia elettrica creata nei decenni passati dallo STATO ITALIANO CON I DANARI RICHIESTI AGLI STESSI CONSUMATORI ITALIANI - UTENTI, i privati cittadini! Va detto anche che creare la rete di distribuzione dell'energia elettrica su tutto il territorio nazionale, ivi comprese le zone montuose e le campagne più isolate, costituiva il costo più oneroso, per cui tale costo è stato fatto gravare esclusivamente sulle spalle dei cittadini italiani e tuttora viene fatto gravare esclusivamente sugli stessi, anche di coloro che hanno un contatore elettrico nel loro immobile senza consumare nemmeno un Kilo/Wattora all'anno! Distinti saluti. Vincenzo Turturro 27 marzo 2019.

Vergognoso una fattura bimestrale a consumo zero corrisponde a un addebito di circa 49 € sia al proprietario di un modesto monolocare che al proprietario di una lussuosa villa.
Tutto in nome della giustizia sociale!!!!!!

NELLA FATTURA N. 770831321426412 DEL 10/02/2017 MI SONO TROVATO UN ADDEBITO DI € 22,50 DI
SPESA PER ONERI DI SISTEMA (A), CHE NEI MESI PRECEDENTI NON C'ERA, MI SEMBRA UNA CIFRA SPROPORZIONATA CONSIDERANDO CHE IL MIO CONSUMO ERA PARI A ZERO KW ?
MI POTETE INDICARE DA QUALE NORMATIVA E' REGOLATA QUESTA VOCE DI SPESA, INDICANDOMI IL NUMERO E TIPO DI DOCUMENTOCHE REGOLAMENTA LA SUDDETTA VOCE.
IL MIO FORNITORE E' ENEL SERVIZIO ELETTRICO TARIFFA D3

Salve, trova tutto in questi due nostri articoli:Tariffe 2017: novità nei prezzi per uso non residente e Bolletta non residente 2017: quanto aumenta realmente.

I riferimenti normativi sono le delibere dell'Autorità per l'Energia sulle tariffe del 2017, presentate all'epoca con questo comunicato stampa del 29 Dicembre 2016: Energia: da gennaio leggero incremento per l’elettricità, +0,9%, gas +4,7%, dove si legge tra l'altro: 

La differenziazione tra clienti residenti e non residenti (indipendentemente dal livello di potenza) viene mantenuta per le componenti tariffarie relative agli oneri generali di sistema, prevedendo l’applicazione di una quota fissa per i non residenti (in modo da limitare i possibili impatti sui clienti domestici residenti basso-consumanti)​

Tale quota fissa corrisponde proprio ai 22,50 euro per oneri di sistema nella bolletta bimestrale, pari a 135 euro annuali, a carico delle sole utenze non residenti.

Cifra fissa bimestrale di 22€ più iva : a consumo zero (frequente x non residente) comporta una fattura di circa 49€ bimestrale anziché circa 25€ aumento del 100%. È legale questo??? Colpisce nella stessa misura modesto proprietario di un monolocale o ricco proprietario di un villone. Grande giustizia sociale!!!!!! Non interviene nessuno ????

Vorrei capire in termini molto semplici, secondo quanto indicato nella sintesi degli importi fatturati, quale delle 3 categorie (spesa per la materia energ, spersa per i ltrasporto e spesa per gli oneri) è effettivamente quanto noi sciupiamo energia. quale valore insomma indica l'uso che facciamo a casa dell'energia e quali sono invece la tre due categorie che rappresentano una sotria di aggiunte del servizio?
Grazie

la voce Altre partite (B) colorata in grigio chiaro a che cosa si riferisce?

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