Nuova bolletta 2016: costo medio della fornitura

Bolletta 2.0 elettricità: modello facsimile grande... segue da Bolletta 2.0: Sezione Letture e consumi

Continuando l'esame del modello della nuova bolletta 2.0 fornito dall'Autorità dell'Energia, sotto il riquadro con le letture del contatore (sezione "Letture e consumi") troviamo le due sezioni "Costo medio della fornitura" e "Informazioni su aggiornamenti di prezzi e tariffe" che rappresentano i primi veri elementi di novità del nuovo formato.

Sezione Costo medio della fornitura

In questa sezione sono forniti all'utente due dati che non erano presenti nella vecchia bolletta del 2015:

1) Il costo medio unitario della bolletta, pari al rapporto tra l’importo complessivo da pagare e i consumi fatturati (come si legge nel Documento 201/2015/R/COM dell'Autorità per l'Energia);

2) Il costo medio unitario della spesa per la materia energia, pari al rapporto tra l’importo relativo alla spesa per la materia energia e i consumi fatturati.

Qual è la funzione di questi due nuovi dati?

La risposta è nel già citato documento pubblicato dall'Autorità per l'Energia, dove si legge che queste due nuove informazioni rientrano fra "gli elementi che contribuiscono a una migliore comprensione della bolletta inclusi nei nuovi criteri di trasparenza definiti dall’Autorità per l'energia.".

In altre parole, questa sezione dovrebbe aiutare l'utente a capire meglio la sua bolletta, a fini di trasparenza.

Cerchiamo di approfondire.

Il Costo medio unitario della bolletta, in base alla definizione dell'Autorità per l'Energia non è altro che il totale da pagare della bolletta diviso per il numero di kWh consumati, e quindi sembrerebbe fornire appunto il costo medio del kWh consumato nel periodo coperto dalla bolletta.

In realtà non è esattamente così, perchè il calcolo basato sul totale da pagare in bolletta non include solo i costi dei kWh consumati ma anche le quote fisse che vanno pagate indipendentemente dai consumi, perciò il risultato della divisione del totale per il numero di kWh non può essere definito come costo medio del kWh consumato, che per essere realmente tale dovrebbe considerare appunto solo i costi per kWh e non anche le quote fisse. 

Ma se questo dato non rappresenta il costo medio unitario del kWh, di che cosa rappresenta il costo medio unitario?

La prima cosa da capire quando si parla di un costo medio è infatti: il costo medio di che cosa? In questo caso purtroppo la risposta non è affatto ovvia, come invece dovrebbe essere se si vuole inserire questo dato tra "gli elementi che contribuiscono a una migliore comprensione della bolletta ".

Probabilmente è questa la ragione della strana denominazione "Costo medio unitario della bolletta" (invece di "Costo medio unitario del kWh"), che suscita una certa perplessità. Infatti l'espressione "Costo unitario" di norma si deve accompagnare appunto a una certa unità di misura, che moltiplicata per una certa quantità fornisce il costo totale. 

A quale unità di misura si riferisce davvero questo "Costo medio unitario della bolletta"? Ovviamente si riferisce al costo del kWh e non al costo della bolletta, dato che moltiplicato per la quantità di kWh consumati fornisce il totale in bolletta.

In realtà potrebbe definirsi come "Costo medio unitario del kWh, modificato includendo le quote fisse".

Stabilita la vera natura di questo dato, vediamo per quali ragioni ci sembra che non sia comunque utile per la comprensione della bolletta e anzi in certi casi perfino fuorviante.

Prendiamo a titolo di esempio il consumatore medio tipico da 2700 kWh all'anno, che consuma 450 kWh al bimestre e che nella sua prima bolletta del 2016 trova un totale da pagare di 86,91 euro (come abbiamo visto qui): il suo costo medio unitario della bolletta è dato dal totale di 86,91 euro diviso per i consumi di 450 kWh, pari quindi a  0,193133 euro/kWh, arrotondabili a 19,31 centesimi per kilowattora.

Una volta calcolato il costo medio unitario della bolletta (19,31 cts/kWh, appunto) è semplice calcolare anche il costo medio unitario della spesa per la materia energia, che nella stessa bolletta vediamo ammontare a 38,09 euro (ricordiamo che corrisponde al vecchio subtotale dei "Servizi di vendita"): basta dividere 38,09 euro per 450 kWh per trovare un costo medio unitario della spesa per la materia energia pari a 0,08464 euro, arrotondabili a 8,46 centesimi per kilowattora.

In pratica, la sezione Costo medio della fornitura della prima bolletta del 2016 del nostro utente tipico dovrebbe assumere questo aspetto

Costo medio della fornitura

Costo medio unitario della bolletta: 19,31 cts/kWh

Costo medio unitario della spesa per la materia energia: 8,46 cts/kWh

A questo punto, per citare Lubrano ancora una volta, la domanda sorge spontanea: questi due valori medi aiutano davvero a capire meglio il rapporto tra costi e consumi, o per dirla con le parole dell'Autorità per l'Energia, contribuiscono davvero a migliorare la comprensione della bolletta?

Crediamo ci sia motivo di dubitarne, e che anzi in certi casi questi valori possano essere fuorvianti.

Considerando infatti le varie tariffe che hanno portato al totale in bolletta di 86,91 euro (vedi Costo per kWh a maggior tutela) troviamo:

13,33 euro di quota fissa bimestrale

36,67 euro per 291 kWh a 12,60 cts/kWh nel 1° scaglione di consumo 

28,35 euro per 136 kWh a 20,84 cts/kWh nel 2° scaglione di consumo 

  7,22 euro per 23 kWh a 31,37 cts/kWh nel 3° scaglione di consumo 

  1,34 euro per il consumo di 150 kWh a 0,89 cts/kWh in fascia F1 di consumo ad alto costo 

Come si vede, l'utente paga 12,60 centesimi per i kWh del primo scaglione, 20,84 centesimi per i kWh del secondo e 31,37 centesimi per i kWh del terzo scaglione, più 13,33 euro di quota fissa (lasciamo da parte la differenza per fascia oraria, che in confronto è irrilevante).

Che utilità può avere per il consumatore conoscere un dato medio di 19,31 centesimi quando in realtà il costo dei suoi kWh varia da 12,6 a 31,37 centesimi?

Certo, è indicato chiaramente che si tratta di un valore medio, che però rischia di essere fuorviante perchè per esempio in questo caso potrebbe indurre l'utente a pensare che sta pagando i suoi kWh 19,31 centesimi l'uno, mentre in realtà li sta pagando 31,37 centesimi, c'è una bella differenza!

Per chiarire meglio questo punto, ricordiamo che il costo unitario del kWh può essere utile all'utente solo se lo aiuta a capire quanto potrebbe risparmiare riducendo i propri consumi o quanto gli costerebbe incrementarli, ossia quanto potrebbe risparmiare per ogni kWh consumato in meno o quanto dovrebbe pagare ogni kWh consumato in più, rispetto ai suoi soliti consumi.

Ebbene nel caso del nostro esempio, come dicevamo, ogni kWh consumato in più costa all'utente tipico 31,37 centesimi, così come ogni kWh consumato in meno gli fa risparmiare 31,37 centesimi in bolletta, e non i 19,31 centesimi del costo medio unitario della bolletta, che a tale scopo appare totalmente privo di significato.

Può sembrare strano ma diventa chiaro se si pensa al funzionamento delle tariffe a scaglioni progressivi (descritto in dettaglio qui: Tariffe: scaglioni di consumo); infatti, avendo già raggiunto e superato la soglia di consumo del 3° scaglione, ogni kWh in più (o in meno) gli viene fatturato al costo del 3° scaglione, ossia appunto a 31,37 cts.

Ecco perchè questa informazione sul costo medio unitario della bolletta non aiuta l'utente a capire il rapporto tra consumi e costi ma rischia anzi di confonderlo sul costo effettivo dei kWh che sta consumando.

Sarebbe stata probabilmente più utile l'indicazione dei costi suddivisi per quota fissa e per scaglione, come li abbiamo esposti sopra, o volendo essere sintetici solo il costo di quello che potremmo chiamare il kilowattora marginale, ossia il costo dell'ultimo kilowattora effettivamente consumato, o del prossimo.

Infatti il risparmio sui costi va calcolato in base allo scaglione di consumo più elevato presente in bolletta, è la natura stessa del meccanismo a scaglioni progressivi che rende significativo ai fini del risparmio solo il costo per kWh dell'ultimo scaglione di consumo raggiunto nel periodo.

Tornando all'esempio del nostro utente medio che consuma  mediamente 450 kWh al bimestre spendendo 86,91 euro, se in un certo bimestre consumasse invece 100 kWh in più del solito, arrivando a 550 kWh in totale (180 kWh in F1 e 370 kWh in F23, secondo le percentuali tipiche delle fasce orarie), non si troverebbe a pagare solo 19,31 euro in più, dati dal costo medio unitario di 19,31 cts/kWh moltiplicati per 100 kWh. 

In realtà, con un maggior consumo di soli 100 kWh vedrebbe crescere la sua bolletta da 86,91 euro a ben 118,54 euro (com'è facile verificare inserendo questi consumi nel nostro comparatore di bollette del 2016) con un aumento di 31,63 euro, pari appunto al costo del kWh marginale (nel terzo scaglione, di 31,37 cts) moltiplicato per i 100 kWh consumati in più (più qualche centesimo per i consumi in fascia F1 ad alto costo).

In conclusione, non sembra che il cosiddetto "Costo medio unitario della bolletta", così com'è concepito, offra un contributo significativo alla comprensione del reale rapporto tra consumi e costi, necessaria per fare le scelte adeguate ai fini di un vero risparmio sulla bolletta dell'energia elettrica.

Commenti

Ero cliente Eni luce e gas. Dall inizio del 2017 sono passato ad Enel Energia sottoscrivendo un contratto online e.light luce e gas. Da circa 2/3 mesi il call center Eni mi sta tempestando di chiamate per il rientro senza fare breccia in quanto con loro non avevo avuto una buona esperienza.. Da qualche giorno però mi parlano di costi medi unitari sia della bolletta che della quota energia facendomeli leggere dalla bolletta del mio gestore e promettendomi di abbassarli notevolmente. Come faccio a tutelarmi o quanto meno a capire se le intenzioni sono serie? Ho chiesto loro di inviarmi qualcosa di scritto ma vorrebbero i dati di un documento di identità proponendomi di inviare un precontratto da accettare confermando vocalmente in un secondo momento. Che ne pensate? Al momento non mi sono fidato e non ho rilasciato dati via telefono. Attendo una risposta. Grazie

Pensiamo che la frase "Al momento non mi sono fidato e non ho rilasciato dati via telefono" rappresenti alla perfezione la condotta appropriata.

A parte i segnali preoccupanti (perchè mai dovrebbero volere i dati di un documento d'identità, se non ha confermato di voler sottoscrivere il contratto?), gli unici prezzi che fanno fede, e che saranno poi realmente applicati, sono quelli indicati nelle offerte presenti sul sito del gestore.

A mio vedere sembra che il COSTO MEDIO DELLA FORNITURA sia un parametro di riferimento che fa capire, a confronto tra i gestori, a parità di KW conteggiati in bolletta, con quale si paga effettivamente di meno o di più. E' il totale che fa la differenza, non le singole voci!

A nostro parere il costo medio della fornitura non può essere utilizzato per il confronto tra i gestori (e d'altra parte non è questa la sua funzione).

Per una ragione molto semplice, in parte contenuta nel suo stesso commento, dove parla di "confronto tra i gestori, a parità di KW conteggiati in bolletta": per fare un confronto bisognerebbe infatti disporre del costo medio degli altri gestori a parità di kWh (e anche di periodo) ma di norma l'utente dispone solo della sua bolletta e non ha modo di reperire le bollette equivalenti degli altri gestori.

L'osservazione nasce però dall'esigenza reale dei consumatori di poter confrontare i costi concreti dei consumi tra i diversi gestori, stiamo lavorando alla realizzazione di uno strumento online innovativo proprio per rispondere a questa necessità.

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